La Fondazione Lungarotti rende omaggio a Maria Grazia Marchetti Lungarotti, artefice del binomio vino e cultura. Presentato a Perugia il libro a cui ha lavorato fino alla fine
TORGIANO - Cento anni fa, il 26 ottobre 1926, nasceva Maria Grazia Marchetti Lungarotti (1926-2025), storica dell’arte, archivista e museologa, ideatrice e creatrice del Museo del Vino di Torgiano (MUVIT) e del Museo dell’Olivo e dell’Olio (MOO), nonché direttrice della Fondazione Lungarotti. Una pioniera dell’insolito binomio vino-cultura, nell’intuizione di quanto questo potesse contribuire a valorizzare la vocazione turistica ed enoculturale del territorio. Base di ciò che oggi chiamiamo enoturismo, ma da lei concepito ante litteram. Per ricordarla, ad un anno dalla sua scomparsa, la Fondazione Lungarotti ha scelto di renderle omaggio riunendo a Perugia, nel giorno in cui ricorre il suo centesimo compleanno, amici e rappresentanti di istituzioni culturali, enti pubblici, università, associazioni, realtà imprenditoriali e professionali, nonché esponenti del mondo della cultura e del territorio per restituire la ricchezza della rete di relazioni che Maria Grazia ha saputo costruire e coltivare nel corso della sua lunga attività. E così, presso la Sala dei Notari si sono susseguite testimonianze personali e momenti di approfondimento da parte di chi ha conosciuto questa donna che ha lasciato il segno per il suo straordinario impegno.
“Una giornata di testimonianze di stima, affetto e ammirazione verso una persona più che speciale – ha commentato Teresa Severini, figlia di Maria Grazia Marchetti e oggi a capo della Fondazione Lungarotti - Una partecipazione incredibilmente nutrita e varia che ci ha commosso e che conferma quanto mia madre sia stata assoluto elemento di punta per il territorio. Col suo tratto ineguagliabile, la sua apertura mentale, cultura e sensibilità ha saputo ascoltare, parlare, testimoniare, creare, stimolare, valorizzare. Finalmente oggi presentiamo il suo libro - Il Museo del Vino a Torgiano. Storia di un’idea e di un’opera (Volumnia Editrice, Perugia, 2026) - terminato poco prima della sua scomparsa, che ripercorre la più ampia storia della vitivinicoltura e il ruolo e il valore culturale del vino nelle civiltà mediterranee. Pagine che riassumono la sua sete di sapere e il piacere sempre avuto nel restituire e creare un’opera preziosa per la sua terra e il suo Paese, il Museo del Vino, così come più tardi il Museo dell’Olivo e dell’Olio: una visione concreta che intreccia storia, arte, tradizioni e conoscenza”.
Instancabile animatrice culturale, Maria Grazia Marchetti Lungarotti ha fatto del dialogo tra istituzioni, musei, associazioni, mondo accademico, imprese e comunità un elemento fondamentale della propria azione, creando occasioni di incontro, confronto e collaborazione.
La presenza al convegno dei rappresentanti di queste diverse realtà ha restituito i suoi valori umani, culturali e imprenditoriali e il profondo legame che ha sempre avuto con la sua terra e con le persone che ne hanno condiviso il cammino.
“Ciò che di Maria Grazia ci colpiva immediatamente – ha ricordato il Professor Giuseppe De Rita - era la straordinaria capacità di essere al tempo stesso donna di sofisticata cultura e donna di quotidiana sapienza. Una capacità, spesso venata di mistero, che le veniva da due originarie “scelte di essenza”: il privilegiare la “misura” come elemento costitutivo del bello; e l’esercitare la “volontà spirituale”, come costante determinazione a cogliere il senso ultimo, lo spirito, di ciò che accade”.
Il convegno è stato introdotto da Cristina Galassi, Storica dell’arte dell’Università per Stranieri di Perugia, che ha moderato gli interventi di Alberto Grohmann, Professore emerito dell’Università di Perugia, Giuseppe De Rita, Sociologo, Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario. A presentare il libro di Maria Grazia la giornalista e scrittrice Marina Valensise.

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