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La bellezza che genera valore: un nuovo metodo di misurazione del suo impatto è possibile?


A Genova, Palazzo della Meridiana ha ospitato la quinta edizione del “Forum della Bellezza” di Fondazione Italia Patria della Bellezza dove si è aperto un confronto sulla valorizzazione delle realtà culturali del nostro Paese, in relazione al loro impatto di medio-lungo termine sul tessuto sociale.

GENOVA - Il tema, tanto ineffabile quanto dibattuto, della valorizzazione dell’impatto della bellezza su territori, comunità e società è stato, oggi, al centro del Forum annuale di Fondazione Italia Patria della Bellezza, ETS impegnato nel sostenere progetti di valorizzazione socioculturale attraverso il coinvolgimento di società private specializzate in comunicazione.

Grazie alla presentazione del report realizzato dall’Alta Scuola Politecnica di Milano e Torino, “Good_VIBE, Valuing the Impact of Beauty”, la giornata di lavori a Palazzo della Meridiana ha provato a trovare una risposta concreta a domande che potrebbero aiutare a indirizzare politiche socioculturali di lungo respiro.

La riflessione vuole superare il calcolo investimento/profitto per approdare ad un modello di valutazione che possa allargare l’indagine sull’impatto della bellezza in relazione allo sviluppo del territorio, alla capacità di generare esperienze, senso di appartenenza e relazioni positive, con effetti a medio-lungo termine che possono trasformare nel tempo gli equilibri interni alle comunità.

Per contribuire al dibattito, istituzioni, imprese culturali e creativi si sono incontrati a Genova condividendo strategie, buone pratiche e anche criticità. Ad aprire i lavori Davide Viziano, Presidente dell’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana; Maurizio di Robilant, Presidente della Fondazione Italia Patria della Bellezza; Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura e alla Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Comune di Genova; e Davide Schioppa, direttore generale UNA - Aziende della Comunicazione Unite.

«Genova dimostra quotidianamente come il patrimonio culturale non sia soltanto un'eredità da conservare, ma un potente motore di crescita sociale ed economica, capace di generare valore tangibile e duraturo per l'intera comunità. L'esperienza della valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico - a partire dall'inestimabile sistema dei Palazzi dei Rolli - insegna che la bellezza diviene leva strategica quando sa farsi inclusiva, partecipata e integrata nel tessuto vivo della città. Accogliere e supportare iniziative come il Forum della Fondazione Italia Patria della Bellezza significa promuovere una visione pionieristica in cui la cultura non si misura solo attraverso metriche quantitative immediate, ma per la sua capacità di trasformare le relazioni, stimolare l'appartenenza e costruire nuove opportunità per i cittadini e per il territorio» dichiara Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura e alla Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Comune di Genova.

«La quantificazione della bellezza - secondo il presidente di IPdB, Maurizio di Robilant – passa necessariamente attraverso i luoghi, fisici e intangibili, in cui si fa cultura. Il nostro concetto di cultura ne abbraccia tutte le declinazioni: quella che si costruisce con le parole, con la conservazione del patrimonio artistico, con la cura e la scienza, e con la partecipazione collettiva.»

Su questo presupposto si stagliano le 4 conversazioni al centro della giornata: Patrimoni viventi che attraversano il tempo ha indagato su una lettura contemporanea del patrimonio storico artistico, capace di rinnovarsi ed evolversi così da coinvolgere pubblici e generazioni diversi, con testimonianze che vanno dai Rolli di Genova al Museo civico “disponibile” di Castelbuono.
La letteratura come spazio della memoria collettiva ha ampliato il dibattito sul concetto di memoria: dalla conservazione e la messa a disposizione di fonti dirette, come nel caso del Museo dei quaderni di scuola, fino all’abitare i luoghi di uno dei più potenti romanzi del ‘900 italiano, come nel caso della Fondazione Cesare Pavese per La luna e i falò.
La bellezza come strumento di cura e trasformazione ha approfondito uno dei temi più caldi del nostro tempo: il concetto di cura attraverso iniziative e luoghi capaci di spostare lo sguardo e rompere gli schemi, come per il progetto Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni - Fondazione di Comunità Milano o le attività della Fondazione Bullone, fino a luoghi che vogliono trascendere la loro funzione originaria, come il Museo della Scuola Grande di San Marco e della Sanità.
Le nuove geografie dell’incontro hanno raccontato alcune delle più dinamiche realtà radicate in luoghi che possiamo definire “di confine”, sia per la loro naturale posizione geografica sia per quello che rappresentano nel proprio territorio. Tra gli esempi presentati, i progetti di quartiere di Variabile K di Ercolano e Zip Zone di Roma fino a quelli di confine come il GECT GO di Gorizia.

Dare valore all’intangibilità della bellezza è anche la missione del Bando della Fondazione Italia Patria della Bellezza che, giunto alla sesta edizione, sostiene progetti culturali italiani attraverso contributi economici e adozioni pro bono nel campo della comunicazione. Nel 2026 il Bando ha raccolto 270 candidature, selezionando 3 progetti destinatari di un contributo economico e 19 realtà che beneficeranno dell’adozione. La crescita anno su anno del 30% delle richieste testimonia quanto la necessità di una narrativa e una comunicazione coerente possano aiutare la crescita del tessuto socioculturale italiano. Alcune delle case history più significative del 2025-26 sono state al centro di due panel dedicati all’incontro tra realtà adottate e professionisti della comunicazione, da cui è emerso quanto una strategia centrata possa aiutare i progetti a raggiungere nuovi pubblici e a far emergere il valore che generano per le comunità.

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