ANTONIO SPERANZA - Sì, lo yacht "di Putin" ha preso il largo il 28 agosto 2026 per una navigazione di circa dieci ore, ma non è fuggito né è stato liberato.
Lo Scheherazade, il mega-yacht da 140 metri e dal valore stimato di 700 milioni di dollari attribuito al presidente russo, si trova in realtà sotto congelamento amministrativo (sequestro) dal 6 maggio 2022 nel porto di Marina di Carrara.
Perché è uscito in mare? Motivi tecnici dicono. Lo spostamento, avvenuto tra Marina di Carrara e le Cinque Terre, è stato formalmente autorizzato per testare i motori e i sistemi di bordo. L'imbarcazione era ferma da oltre quattro anni. Periodicamente sono necessari controlli strutturali affinché il bene non si deteriori.
La rotta è stata interamente monitorata in tempo reale e sotto la stretta supervisione delle autorità italiane. Al termine del giro lo yacht è rientrato regolarmente in porto. L'imbarcazione è bloccata a causa delle sanzioni dell'Unione Europea imposte dopo l'invasione russa dell'Ucraina.
I costi di manutenzione e gestione (che ammontano a svariati milioni di euro all'anno) vengono pagati tramite complessi circuiti finanziari autorizzati che fanno capo alla proprietà ufficiale dello yacht, impedendo così che le spese gravino direttamente sui contribuenti italiani.

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