Hot Posts

6/recent/ticker-posts

Ad Code

Responsive Advertisement

“La gita di Pasquetta”, quando una giornata in famiglia riapre ferite e riscopre legami

Il film di Carlo Stragapede, in programmazione nelle sale pugliesi, usa una tradizionale scampagnata nella Foresta Mercadante per raccontare silenzi familiari, violenza, malattia, donazione degli organi e solidarietà

Una Pasquetta in famiglia, un cestino da picnic, una colomba alla quale qualcuno continua ostinatamente a togliere le mandorle. Gesti apparentemente ordinari dietro i quali possono nascondersi storie mai raccontate. È da questa quotidianità che prende forma “La gita di Pasquetta”, il nuovo lungometraggio del giornalista e regista barese Carlo Stragapede, in programmazione nelle sale pugliesi durante l’estate 2026.

Il film, della durata di 65 minuti, parte con i toni della commedia familiare per addentrarsi progressivamente in territori più intimi e dolorosi. La scampagnata diventa così il pretesto per mettere insieme generazioni, caratteri e vite differenti e, soprattutto, per costringere i protagonisti a confrontarsi con ciò che per anni è rimasto nascosto.

«La vita è come un cestino di pic-nic»

È zia Laura, la matriarca della famiglia, a pronunciare una delle frasi che meglio sintetizzano il senso della pellicola: «La vita è come un cestino di pic-nic».

Dentro quel cestino, metaforicamente, c'è tutto ciò che una famiglia porta con sé: affetti e incomprensioni, leggerezza e dolore, ricordi felici e ferite che il tempo non è riuscito a cancellare.

Tra queste c'è proprio quella custodita da zia Laura. Il suo gesto di togliere sistematicamente le mandorle dalla colomba riporta a un episodio traumatico dell'infanzia, quando, rimasta sola, subì una violenza.

Il particolare apparentemente insignificante diventa così la porta attraverso la quale il film affronta un tema ben più profondo: quello delle violenze rimaste per anni sommerse dal silenzio, soprattutto nelle generazioni in cui raccontare un abuso significava spesso scontrarsi con tabù familiari e sociali difficili da superare.

La malattia e una scelta che può salvare una vita

Ma “La gita di Pasquetta” non si ferma al passato. Un'altra storia porta il racconto sul terreno della malattia e della donazione degli organi.

Alfredo Navarra interpreta un uomo dializzato che attende un rene e che, nonostante la propria condizione, continua ad affrontare la vita senza voler trasformare la malattia in un peso per gli altri.

Quando il nefrologo, interpretato dal regista Vito Giuss Potenza, gli prospetta la possibilità di rivolgersi ai familiari per una donazione, la sua prima reazione è quella di rifiutare.

È qui che la famiglia torna ad assumere un ruolo centrale. Il confronto tra zia Laura e Roberto, imprenditore interpretato dallo stesso Carlo Stragapede, apre una possibilità diversa e porta il film a interrogarsi sul significato concreto della solidarietà familiare.

Amare qualcuno significa soltanto essergli accanto oppure, quando necessario, essere disposti a mettere realmente una parte di sé a disposizione dell'altro?

La Foresta Mercadante non è soltanto uno sfondo

A unire le diverse storie è la Foresta Mercadante di Cassano delle Murge, scelta come principale ambientazione del film.

Il paesaggio accompagna i protagonisti e diventa parte della narrazione, alternando la serenità della natura alla complessità delle vicende che emergono durante la giornata.

La scelta nasce anche dal legame personale di Stragapede con la zona.

«Da qualche anno – racconta il regista – vivo nella mia villetta nella Foresta e, da buon cardiopatico, faccio quotidiane passeggiate, spronato dalla mia bellissima moglie Amalia. Le passeggiate fanno bene, ma soprattutto Amalia fa bene al mio cuore».

Un progetto corale

Accanto a Carlo Stragapede, nel cast figurano Alfredo Navarra, Francesco Difilippo, Francesco Longo, Melina Spano, Mariachiara Cacace, Rosangela Massarelli, Graziana Fiorese, Amalia Perrone, Vincenzo Alighieri, Cristina Tedesco, Siria Nitti, Gabriel Nitti, Vincent Sinisi, Ilary Giannini, Giulia Rizzi, Paul Summer, Gina Di Cosola, Celeste Francavilla, Liviana Ladisa, Luigi Caccavo e Pino Proscia.

Francesco Difilippo è anche co-regista del progetto, mentre il lungometraggio è stato realizzato in collaborazione con Anas Puglia Aps e Df Cine Tv.

«Ringrazio Luigi Favia, presidente Anas Puglia Aps – sottolinea Stragapede – che mi ha fatto ritornare la voglia di fare un film».

La produzione è della Geco Entertainment – Giovani Emergenti Cineasti Organizzati di Bari. Il film è stato girato in 4K, con riprese e montaggio di Max Desantis. Le musiche originali sono firmate da Franco Loporchio, responsabile anche dell'audio in postproduzione, e dallo stesso Stragapede.

Una dedica che racchiude il senso del film

Nei titoli di coda trovano spazio anche i ringraziamenti ai soccorritori della Protezione Civile Andrea Cipriani, Rosanna Giancaspro, Giacomo Occhiogrosso, Giuseppe Francavilla e Nicola Capaldi e all'unità cinofila Fred.

Ma è soprattutto una frase finale a riportare lo spettatore al cuore della storia: «Il film è dedicato a chi, nella comunità già complicata di tutte, quale è la famiglia, trova la forza di dare amore malgrado gli ostacoli interiori ed esterni».

Una seconda dedica è rivolta a tutti gli artisti di strada del mondo.

“La gita di Pasquetta” diventa così qualcosa di più del racconto di una giornata trascorsa nel verde. Dietro un pranzo, una battuta, una fetta di colomba o un silenzio possono nascondersi intere esistenze. E proprio quando quei silenzi vengono interrotti, la famiglia può smettere di essere soltanto il luogo nel quale custodire il passato e diventare quello dal quale provare a ricominciare.

Posta un commento

0 Commenti

Ad Code

Responsive Advertisement