BARI - È stato presentato nella mattinata di giovedì 30 luglio 2026, presso la sala giunta di Palazzo della Città, l’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, il nuovo organismo pensato per coordinare istituzioni e associazioni impegnate in materia di legalità, giustizia e antimafia sociale e per connettere tra loro le azioni delle varie realtà del territorio coinvolte.
All’incontro con la stampa sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, l’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso e i colleghi della giunta comunale, la presidente di ANM Bari Antonella Cafagna, la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppina Lotito, il referente regionale di Libera contro le Mafie don Angelo Cassano, il delegato del rettore di UNIBA Cosimo Pietro Guarini, la presidente onoraria della Fondazione di antimafia sociale “Stefano Fumarulo” Marialuisa Pantaleo Fumarulo, il parroco della Cattedrale Bari don Franco Lanzolla, Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele, giovane vittima innocente di mafia, e i rappresentanti dell’associazione studentesca Link.
L’Osservatorio si propone di promuovere tra i partecipanti uno scambio costante e reciproco di buone prassi e informazioni nonché di migliorare, nell’ambito di una programmazione complessiva, l’efficacia delle attività di divulgazione sul tema. Nello specifico, si occuperà di avviare iniziative finalizzate a promuovere e sostenere la cultura della legalità e dell’antimafia sociale attraverso l’organizzazione e il finanziamento di azioni specifiche (conferenze, laboratori didattici e progetti a cura di rappresentanti istituzionali, autori in materia di legalità o personalità impegnate sul tema) con il coinvolgimento delle scuole, in particolare quelle che presentano maggiore rischio di devianza minorile, attività dedicate agli ospiti dell’Istituto penale per i minorenni di Bari “Nicola Fornelli” con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e realtà associative in modo da supportare un processo di rieducazione e lo sviluppo del senso civico, la pianificazione di iniziative volte a realizzare il rafforzamento della democrazia locale, nonché di misure di ristoro del patrimonio dell’ente o in favore di amministratori locali e cittadini che hanno subito episodi di intimidazione o reati di vario genere nello svolgimento delle funzioni istituzionali esercitate.
“L’osservatorio, risultato di un percorso partito mesi fa, sarà uno strumento di raccolta e coordinamento di tutte le iniziative sulla legalità e antimafia sociale a cura di istituzioni e associazioni - ha dichiarato Nicola Grasso - e, con il supporto di esperti in materia, metterà a sistema un metodo di lavoro congiunto, in modo tale che le singole attività non siano episodiche ma programmate e possano essere attivate sul territorio in modo puntuale. Con questa iniziativa, che resterà inclusiva e aperta a tutti, riprendiamo le redini dell’attività avviata nel 2007, attraverso l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, da Stefano Fumarulo, precursore sui temi dell’antimafia sociale. Quindi restituiamo stabilità a un organismo istituzionale che si avvarrà anche di un tavolo tecnico consultivo permanente, finalizzato ad analizzare i fenomeni e i contesti sociali e a produrre politiche attive di antimafia sociale con interventi mirati, coinvolgendo soprattutto le scuole con l’obiettivo di lavorare sulla crescita di un senso di comunità e fare in modo che venga sottratto alla malavita quell’humus nel quale prolifera, proprio per generare quegli anticorpi necessari a innescare circoli virtuosi. Per noi, questo vale come risposta sia alle dinamiche mafiose sia alle esplosioni di violenza che ci preoccupano non poco. La sicurezza di un territorio non passa solo dalla repressione, ma soprattutto da una serie di interventi preventivi capaci di promuovere e dare il giusto valore alla cultura della legalità. Grazie alle tante realtà, tra istituzioni e associazioni che hanno già risposto al nostro appello e con cui lavoriamo da anni, intendiamo strutturare una modalità di analisi e approccio complessivo che rafforzi quei principi di rispetto e fiducia negli altri, che ci rendono parte di una stessa comunità. È inaccettabile che accadano fatti di una violenza inaudita, come quello nel parco Rossani, sotto gli occhi e l’indifferenza di tutti. Per questo, d’intesa con la Regione Puglia, abbiamo previsto l’istituzione di uno Sportello della legalità, cui i cittadini vittime di episodi di criminalità e illegalità potranno rivolgersi trovando supporto psicologico e consulenza professionale per essere accompagnati nel percorso di ripristino della legalità”.
I partecipanti alla conferenza stampa hanno, inoltre, sottolineato la necessità di sensibilizzare sì le giovani generazioni, a partire dai più piccoli che frequentano le scuole elementari, ma soprattutto famiglie e genitori, i principali punti di riferimento educativi e culturali dei minori. Infine, è stata espressa grande soddisfazione per la scelta di voler operare insieme facendo fronte comune dinnanzi a un problema strutturale che ormai attraversa tutta la nostra società.
“Sarà un percorso inclusivo, aperto a tante altre realtà e a tutti coloro che vogliano offrire un contributo utile a riannodare i fili della comunità - ha concluso il sindaco Vito Leccese -. Per questo desidero ringraziare tutti voi per la vostra presenza, perché portate una testimonianza solida ed efficace in vista dell’avvio di un percorso molto importante, che spero possa portarci al raggiungimento del traguardo, che è quello di fare comunità. Viviamo un momento storico molto complesso, in cui non si riesce ad attuare politiche concrete che affrontino il fenomeno in modo sistemico, poiché si tende ovviamente a fare propaganda speculando sulla paura delle persone per generare consenso elettorale. Noi, invece, dobbiamo fare un’operazione diversa attraverso l’osservatorio: dobbiamo ricostruire l’infrastruttura più importante della città che è un’infrastruttura sociale, e si chiama comunità. E questo è un primo passo che serve a stare tutti insieme, a creare un luogo di discussione, di valutazione, anche coordinandoci con altre esperienze amministrative, penso agli accordi di legalità avviati in Città metropolitana con Libera, l’ARCI e Avviso Pubblico o all’esperienza di Stefano Fumarulo. È giusto chiedere più presenza di Polizia ma, al tempo stesso, è necessario agire insieme affinché Bari diventi una città dove prevale il rispetto degli uni verso gli altri, dove si creano relazioni virtuose e ispirate ai valori costituzionali della solidarietà, della pace, della vicinanza e della fratellanza. Attraverso l’osservatorio condividiamo l’obiettivo ricostruire l’infrastruttura più importante della città, quella sociale”.
Tra le azioni in programma, di concerto con la Regione Puglia, è prevista la costituzione di uno Sportello della legalità, uno spazio riservato alla ricezione di segnalazioni provenienti dai cittadini vittime di episodi di criminalità, estorsione e truffa o, più in generale, di azioni illegali, che sia in grado di offrire ascolto, supporto psicologico e consulenza professionale, anche in forma anonima, e di accompagnare le vittime in tutte le fasi relative alla denuncia formale (art. 22 della legge regionale n. 14/2019).
Rilevante sarà il contributo della cittadinanza attiva, che potrà partecipare alle attività dell’Osservatorio iscrivendosi all’albo delle associazioni e degli organismi di volontariato impegnati sul territorio, di prossima istituzione.
L’Osservatorio per la legalità e l’antimafia sociale, inoltre, ospiterà un tavolo tecnico consultivo, convocato e presieduto dall’assessore ai Controlli, alla Trasparenza, alla Legalità e all’Antimafia sociale e composto dai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e degli esperti coinvolti, che operi in continuità con il lavoro realizzato dall’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, istituita nel 2007.
Pertanto, attraverso l’istituzione dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, si intende creare uno spazio in cui vengano coinvolte tutte le istituzioni e dove si possa condividere il know how, elaborare strategie comuni e realizzare interventi di partecipazione della cittadinanza e coinvolgimento del settore privato, con particolare attenzione alla difesa dei diritti, delle libertà fondamentali, della democrazia, equità, solidarietà e delle pari opportunità.

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