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Sanità Puglia tra disavanzo e congelamento


ANTONIO SPERANZA
- La Corte dei Conti ha certificato per la sanità della Regione Puglia un disavanzo di 349 milioni di euro nel bilancio consolidato del 2025, un importo che supera di oltre tre volte la cifra registrata nel 2024 (circa 84 milioni), segnando un peggioramento del 314%.

Il passivo si attesta a 349,10 milioni di euro. Le cause principali? I giudici contabili hanno evidenziato l'impatto di spese autonome e mancate coperture, tra cui 25 milioni per le RSA, 15 milioni per le Sanitaservice, 10 milioni per noleggi e 35 milioni di accantonamenti a fondo rischi, oltre a problemi legati ai contributi regionali. Per far fronte al deficit, la Regione ha dovuto ricorrere all'aumento delle tasse, scaricando oltre 241 milioni sull'addizionale regionale IRPEF e coprendo la quota rimanente tramite il bilancio autonomo e tagli ai costi.

La Regione Puglia ha deciso di congelare e rinviare al 2027 oltre 2.000 nuove assunzioni di infermieri e operatori socio-sanitari (Oss). Questa misura è stata inserita nel Piano operativo regionale con l'obiettivo stringente di contenere il costo del personale ed evitare l'immediato collasso dei conti a seguito del disavanzo sanitario. Maxiconcorsi congelati: Lo slittamento colpisce direttamente i candidati dei maxiconcorsi aperti a Bari e Foggia. L'ingresso in servizio dei professionisti idonei avverrà solo nei primi mesi del 2027. Spostare le assunzioni al 2027 permette alla Regione di scaricare i costi sul bilancio dell'anno successivo, congelando momentaneamente la spesa per il personale, che è stata la causa principale del disavanzo (pesando per +188 milioni di euro). Il rinvio servirà anche a ricalcolare i numeri reali necessari alle singole Asl. È in corso una forte polemica sulla ripartizione territoriale originaria (ad esempio, solo 80 infermieri previsti per Bari a fronte dei 291 destinati a Foggia). Sono state sospese le procedure di assunzione e il potenziamento degli organici interni alle società in-house (Sanitaservice). La decisione ha scatenato la forte protesta delle sigle sindacali (tra cui Cgil e Fials), che denunciano turni insostenibili, un ricorso eccessivo agli straordinari e il rischio di un ulteriore allungamento delle liste d'attesa nei reparti degli ospedali pugliesi.

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