LAMIAA MAHMOUD - In occasione del 53° anniversario della Guerra d’Ottobre, viene ricordata la figura del generale di divisione e dottor Ibrahim Shakib, presentato dalla tradizione militare egiziana come uno degli uomini che contribuirono alla preparazione dell’attraversamento del Canale di Suez nel 1973.
Nato nel 1934, Shakib si diplomò all’Accademia Militare nel 1956, specializzandosi in artiglieria. Nel corso della sua carriera partecipò a diversi conflitti che coinvolsero l’Egitto, tra cui l'aggressione tripartita del 1956, la guerra del 1967 e la Guerra d’Attrito (Harb al-Istizaf).
La sua figura è ricordata soprattutto per un particolare episodio legato ai preparativi dell’attraversamento del Canale di Suez. Per il piano attribuitogli contro il sistema israeliano di condutture e serbatoi di napalm, Shakib sarebbe stato soprannominato “Conquistatore del Napalm”.
I problemi da affrontare prima dell’attraversamento
La pianificazione dell’operazione egiziana doveva confrontarsi con numerose difficoltà tecniche e operative.
Tra i principali problemi individuati vi erano:
1) La presenza dei sistemi al napalm, che secondo la ricostruzione avrebbero potuto trasformare la superficie del canale in una barriera incendiaria.
2) L’apertura di brecce nell’argine di terra, necessarie per permettere il passaggio delle truppe e dei mezzi.
3) Il superamento del Canale di Suez, che richiedeva mezzi e attrezzature adeguati per consentire il passaggio di veicoli, camion e altri equipaggiamenti.
4) Le maree e le correnti, elementi che rendevano necessario individuare gli orari più adatti per le operazioni. Secondo la ricostruzione, la velocità e la direzione delle correnti furono oggetto di studi specifici.
5) L’imponente argine orientale, che in alcuni punti raggiungeva un’altezza considerevole. La sua conformazione rappresentava un ostacolo particolarmente impegnativo per i soldati impegnati nell’attraversamento, anche a causa del peso dell’equipaggiamento trasportato.
6) Il sistema incendiario basato sul napalm, considerato uno dei problemi più delicati da risolvere prima dell’operazione.
La scoperta del sistema al napalm
La ricostruzione collega la scoperta del sistema incendiario alla Guerra d’Attrito, durante uno scontro avvenuto nell'area della cosiddetta Lingua di Coccodrillo (Lissan al-Temsah).
Secondo la fonte, durante il combattimento le forze egiziane osservarono un fenomeno particolarmente impressionante: la superficie del Canale di Suez prese fuoco, generando un vasto incendio.
L'episodio avrebbe portato le forze egiziane a comprendere l'esistenza di un sistema destinato a rendere estremamente pericoloso qualsiasi tentativo di attraversamento.
La stessa ricostruzione collega questa tecnica a precedenti esperienze della Seconda guerra mondiale, quando vennero studiati sistemi per incendiare la superficie dell'acqua allo scopo di ostacolare eventuali operazioni di sbarco.
Il sistema israeliano lungo la Linea Bar-Lev
Secondo la documentazione riportata dalla fonte, Israele avrebbe predisposto 31 punti strategici lungo il Canale di Suez, in corrispondenza delle fortificazioni della Linea Bar-Lev.
In ciascun punto sarebbero stati collocati serbatoi contenenti circa 900 litri di napalm, collegati attraverso condutture che arrivavano fino alle acque del canale.
Il sistema avrebbe dovuto essere attivato nel momento in cui le forze egiziane avessero iniziato l'attraversamento. L'obiettivo era creare una barriera incendiaria sulla superficie dell'acqua, impedendo alle truppe di raggiungere la sponda orientale.
La prospettiva di affrontare una simile barriera rappresentava dunque uno dei problemi più importanti nella preparazione dell'operazione.
Il piano di Ibrahim Shakib
È in questo contesto che la tradizione attribuisce al generale Ibrahim Shakib un'idea destinata a neutralizzare il sistema.
La soluzione consisteva nel sigillare le condutture del napalm attraverso appositi dispositivi e materiali resistenti, impedendo al liquido di raggiungere la superficie del canale nel momento dell'attacco.
Il piano richiedeva un'operazione estremamente delicata, da realizzare in prossimità delle postazioni israeliane e senza attirare l'attenzione del nemico.
La missione nella notte del 5 ottobre
Secondo la ricostruzione, un gruppo composto da commando e genieri della Marina egiziana fu incaricato di eseguire la missione.
Nella notte del 5 ottobre, alla vigilia dell'attraversamento, gli uomini si sarebbero immersi nelle acque del Canale di Suez dirigendosi verso la sponda orientale.
La missione consisteva nell'individuare le aperture delle condutture e sigillarle utilizzando tappi e materiali appositamente predisposti, con l'obiettivo di impedire il funzionamento del sistema incendiario.
Secondo la fonte, l'operazione venne completata con successo e le condutture furono rese inutilizzabili prima dell'inizio dell'attraversamento.
Gli uomini riuscirono quindi a rientrare senza essere scoperti.
Il passaggio del Canale di Suez
Il 6 ottobre 1973, l'Egitto avviò l'operazione di attraversamento del Canale di Suez, nell'ambito della Guerra d'Ottobre, conosciuta anche come guerra del Kippur.
L'attraversamento rappresentò una delle operazioni militari più significative del conflitto. Le forze egiziane superarono il canale e iniziarono a penetrare nella penisola del Sinai, affrontando le fortificazioni israeliane della Linea Bar-Lev.
Nella memoria militare egiziana, la preparazione dell'operazione è diventata anche il simbolo di una complessa combinazione di pianificazione, ingegneria, intelligence e coraggio personale.
La figura di Ibrahim Shakib, ricordata con il soprannome di “Conquistatore del Napalm”, si inserisce proprio in questa narrazione: quella di un ufficiale che avrebbe contribuito a risolvere uno degli ostacoli più pericolosi previsti nei piani di attraversamento.
A distanza di decenni, la sua storia continua così a essere ricordata nel contesto delle celebrazioni dedicate alla Guerra d'Ottobre e agli uomini che presero parte alla preparazione dell'operazione del 1973.
Fonte: materiale attribuito al generale di divisione Dr. Ibrahim Shakib e al gruppo “73 Historians”.
ARTICOLO TRADOTTO IN FRANCESE QUI SOTTO:
Le Conquérant du napalm israélien
LAMIAA MAHMOUD - À l'occasion du 53e anniversaire de la Victoire du 6 octobre 1973 , nous vous présentons un nouveau héros parmi les héros de l'armée égyptienne.
Le général de division Ibrahim Shakib, né en 1934, Il est sorti diplômé de l'Académie militaire en 1956 (promotion 1933), spécialisé en artillerie. il a participé à de nombreux conflits, notamment l'agression tripartite contre l'Égypte en 1956, la guerre de 1967 au sein d'une division d'infanterie et la guerre d'usure. (Harb al-Istizaf).
Shakib n'était pas un simple produit de l'establishment militaire ; c'était un héros hors du commun, surnommé le « Conquérant du napalm » pour son ingénieux plan visant à neutraliser les effets des conteneurs de napalm qu'Israël menaçait d'utiliser pour incendier le canal de Suez, ce qui aurait entraîné la destruction par le feu de toute force tentant de le franchir.
La planification de ce franchissement du canal de Suez opposa à l'Égypte de nombreux défis. L’Égypte a dû relever six défis majeurs :
1- Colmater les fissures causées par le napalm.
2- Créer des brèches dans la digue de terre.
3 - À l’entrée du canal de Suez, un point de passage sur la rive ouest nécessite un équipement spécial pour assurer le passage en toute sécurité des véhicules, camions et engins.
4 - Le problème des marées et des Courants : Ce problème impose de traverser le canal à des moments précis. L’Autorité du canal de Suez a étudié la vitesse et la direction du courant et a résolu ce problème après des études approfondies menées tout au long de l’année, car les marées dans le canal de Suez changent environ toutes les quatre heures.
5 - La digue de terre: En atteignant la rive orientale du canal, les autorités compétentes seront confrontées au problème de la digue de terre, qui atteintune hauteur de 20 mètres, soit l'équivalent d'un immeuble de six étages.
6 - Une fois débarqué du navire, le soldat aura énormément de mal à transporter toutes ses armes et son équipement, d'un poids total de 35 kilogrammes, à un angle de 85 degrés. Par conséquent, il lui sera impossible de remonter à bord avec cette charge, et mêmes'il y parvient, il sera complètement épuisé.
Découverte de napalm israélien
Durant la guerre d’usure, près de la Langue du Crocodile ( Opération Lissan al-Temsah), un affrontement eut lieu entre nos forces à l’ouest et les forces israéliennes à l’est. Au cours de l’engagement, les forces égyptiennes furent surprises de voir la surface du canal de Suez en flammes ; un violent Incendies ’était déclaré et avait ravagé la totalité du canal. Les unités de reconnaissance égyptiennes signalèrent immédiatement l’incide. Israël a employé cette tactique pendant la Seconde Guerre mondiale lorsque l'Allemagne a menacé d'occuper le port britannique de Douvres. Les Britanniques ont alors mis au point un plan consistant à incendier la surface de l'eau devant le port afin d'empêcher le débarquement des troupes allemandes à Douvres.
Le plan sioniste
Israël a identifié 31 points stratégiques le long du canal et y a placé des reservoirs contenant chacun 900 litres de napalm. Ces réservoirs étaient positionnés le long de la ligne Bar-Lev, correspondant aux 31 points fortifiés, de Port-Saïd au nord à Suez au sud. Conduites de napalm Ces canalisations s'enfonçaient à l'intérieur du barrage en terre, atteignant une profondeur de 30 à 40 centimètres dans les eaux du canal de Suez. Israël avait affecté un soldat à chacun des 31 points d'observation, avec une mission unique dès le début de l'attaque égyptienne pour franchir le canal, ce soldat devait ouvrir et fermer les réservoirs, provoquant ainsi des fuites de napalm. Le napalm estune substance épaisse et visqueuse qui remonte à la surface lorsqu'elle est activée ou désactivée. Une seule balle ou un seul obus de mortier suffisait à transformer la surface du canal en un brasier, atteignant des températures de 700 degrés Celsius. Lorsque les forces égyptiennes tentèrent de traverser le fleuve en canots pneumatiques, ces derniers furent détruits, nos soldats périrent brûlés vifs et l'opération de traverse échoua.
L'idée du «conquérant du napalm» israélien
Cette idée, proposée par le brigadier-général Ibrahim Shakib à ses supérieurs, consistait à sceller les conduites d'eau avec des matériaux en fer spéciaux, extrêmement résistants et conçus spécifiquement pour bloquer les ouvertures, quelques heures seulement avant la traversée. L'heure H et l'exécution de la mission : Trente et un commandos et ingénieurs de la marine furent chargés de mener à bien leur mission. Dans la nuit du 5 octobre, après minuit, ils plongèrent dans le canal vers la rive orientale, emportant leur équipement à une profondeur de 15 mètres. Leur mission était de localiser les ouvertures du napalm et de placer des bouchons en béton et des matériaux en fer spéciaux pour les sceller et les neutraliser. La mission fut un succès : les ouvertures des conduites d'eau furent scellées avant le début de la grande opération de traversée. Les héros revinrent sains et saufs, sans avoir été repérés par l'ennemi. Ainsi, la grande traversée put être ouverte en toute sécurité, permettant aux soldats égyptiens de libérer leur terre.
Source: Le Héros Major Général Dr Ibrahim Shakib Le «Groupe de 73 historiens»
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| Articolo scritto da Lamiaa Mahoud |


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