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Salute mentale: l'ostacolo dei primi passi in terapia


Il 40% degli italiani nasconde le proprie fragilità e 1 terapeuta su 3 registra abbandoni precoci. Il gomitolo di lana è l'immagine scelta da Unobravo per raccontare il groviglio interiore e la volontà di "cambiare prospettiva"

MILANO – Decidere di iniziare un percorso psicologico rappresenta un importante passo verso la cura di sé e del proprio benessere psicofisico. Tuttavia, quando si sceglie di mettersi in gioco, ci si scontra spesso con aspettative e resistenze profonde. L’ultimo sondaggio realizzato da Unobravo tra i suoi professionisti si sofferma proprio sulle primissime fasi dei percorsi di terapia, mettendo in luce una tendenza significativa.

È proprio di fronte all'impatto iniziale con la terapia che lo stigma sulla salute mentale torna a farsi sentire: la paura di mettere a nudo le proprie vulnerabilità porta 1 terapeuta su 3 a rilevare un abbandono precoce da parte dei nuovi pazienti, che scelgono di interrompere dopo appena due o tre sedute; inoltre, quasi 4 italiani su 10 ammettono di dover nascondere le proprie fragilità emotive per timore del giudizio altrui.

È per favorire un approccio più consapevole e ridurre le possibili esitazioni verso la terapia che Unobravo invita a esplorare i propri nodi interiori, affidandosi a una guida clinica per imparare ad affrontarli gradualmente e, in definitiva, a scioglierli.

"Decidere di rivolgersi a uno psicologo e affrontare il primo colloquio richiede un atto di coraggio verso se stessi che non tutti sono pronti a compiere subito, complice un ambiente culturale che invita a mostrarsi sempre forti", commenta Danila De Stefano, psicologa, CEO e Founder di Unobravo. "Settembre amplifica questo meccanismo, perché si rientra nella routine con l'intenzione di rimettere ordine alla propria vita. A volte l'intenzione, da sola, non basta a sostenere le prime settimane, che possono essere le più difficili. Quello che aiuta è sapere in anticipo che guardare “la matassa” da vicino è la parte scomoda dell'inizio, non il segnale di aver sbagliato strada, e che il professionista giusto è lì proprio per aiutare individuare il filo da cui partire, con i propri tempi".

È da qui che nasce la campagna di comunicazione “La Matassa Emotiva”. Al centro, un gomitolo di lana - meglio, centinaia di gomitoli di lana - metafora visiva e concettuale che rappresenta l'insieme dei pensieri, delle emozioni, delle ansie e dei “nodi” interiori che ognuno si porta dentro. Il gomitolo è insieme l'ostacolo iniziale su cui si inciampa e la materia prima da cui riemergono i ricordi, le emozioni e le questioni irrisolte: un blocco che spesso appare troppo complesso da districare da soli e che convince molti a non iniziare un percorso o a rinunciarvi dopo i primi passi.

La campagna si traduce anche in uno spot TV, in cui la protagonista segue un filo di lana teso nella propria casa fino a immergersi in una dimensione simbolica invasa dalla lana e dai gomitoli, dove incontra la sua terapeuta. Grazie al dialogo e all'alleanza terapeutica, la persona impara a osservare i propri nodi da una prospettiva differente, lavorarci su e sbrogliarli, per poi tornare alla quotidianità indossando un gilet di lana lavorato: la dimostrazione che ciò che prima era un ostacolo può diventare la materia prima della propria crescita e del proprio presente e futuro.

Un impegno continuo contro i pregiudizi

Con la campagna, Unobravo rinnova la sua missione: normalizzare la terapia psicologica, e rendere il sostegno psicologico e la psicoterapia un'opportunità accessibile e priva di giudizio per chiunque ne senta il bisogno. Cambiare prospettiva sui nodi significa smettere di guardare alle fragilità come a un difetto, ma riconoscerle come l'inizio di un percorso verso una maggiore consapevolezza di sé e crescita.

Fonti e note metodologiche

Indagine tra i terapeuti - condotta nel mese di luglio 2026 tramite rilevazione Typeform su un campione interno e non probabilistico di 767 professionisti afferenti alla community di terapeuti Unobravo. Le domande, formulate in chiave retrospettiva, esplorano i pattern ricorrenti osservati dai terapeuti nella propria pratica clinica nel corso degli anni.
MINDex 2026 - indagine di tipo quantitativo è stata condotta da Ipsos Doxa per Unobravo tra il 26 marzo e il 6 aprile 2026, attraverso 1.600 interviste utilizzando la metodologia CAWI (Computer-Assisted Web Interviewing), su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 70 anni. Il campione è stato strutturato per riflettere la popolazione di riferimento secondo genere, età, area geografica e titolo di studio, garantendo un’equa distribuzione tra uomini e donne e una copertura bilanciata delle diverse fasce socio-demografiche del Paese.

Pianificazione e formati

La campagna è firmata con il nuovo payoff “Unobravo. Cambia prospettiva.” ed è pianificata su scala nazionale. Il cuore della pianificazione media vede protagonisti i formati TV e CTV da 30” e 15”, affiancati da una declinazione multicanale integrata che comprende contenuti Digital (con differenti hook narrativi), Bumper 6”, Radio (30” e 15”) e una versione TVC Long.

Unobravo

Nata nel 2019, Unobravo è un’azienda e Società Benefit che offre un servizio di supporto psicologico. Unobravo si propone come un punto di riferimento affidabile, competente ed empatico nella vita delle persone, per aiutarle nel raggiungimento del benessere psicologico e supportarle nella crescita personale, e lavora ogni giorno per abbattere lo stigma sui temi di salute mentale, normalizzando l’accesso al supporto psicologico attraverso prezzi accessibili e l’attenta selezione di professionisti. Ad oggi conta una équipe di oltre 9.000 psicologi, più di 500.000 pazienti e un core team di circa 300 persone.
Unobravo S.r.l. Società Benefit, centro sanitario sito in Corso Vercelli 55, 20144, Milano.
Autorizzazione sanitaria: ATS Milano n. I-762/2022. Direttore Sanitario: Dott.ssa Barbara Mantellini iscritta all’albo dei Medici Chirurghi della provincia di Milano, n° 37532.

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