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Nucleare, De Santis (Pd): 'La Puglia non si tocca: l’Alta Murgia non può diventare una discarica di scorie radioattive'


ANTONIO SPERANZA
- L'Italia non possiede ancora un Deposito Nazionale unico e le scorie radioattive sono stoccate in decine di depositi temporanei sparsi sul territorio.

La Situazione Attuale in Italia: L'inventario nazionale conta circa 33.700 metri cubi di rifiuti radioattivi. Derivano dal vecchio programma nucleare (chiuso dopo il referendum del 1987), dalla ricerca, dall'industria e dalla medicina nucleare (ospedali). Sono custoditi in depositi temporanei locali (gestiti da Sogin, ENEA e altre strutture) situati in 8 regioni, tra cui Lazio, Lombardia, Piemonte e Basilicata. Una parte dei residui ad alta attività è stoccata a pagamento in Francia e Regno Unito, con un costo di circa 250 milioni di euro all'anno. Una legge del 2010 prevede la creazione di un unico grande impianto di stoccaggio sicuro, ma il sito non è stato ancora scelto. Le aree nel 2023, sono state individuate 51 aree potenzialmente idonee, ma i territori e le istituzioni locali si oppongono per ragioni ambientali e politiche. L'apertura del Deposito Nazionale è stimata attorno al 2039, con il rischio di sanzioni da parte dell'Unione Europea per il ritardo accumulato. Nucleare, De Santis (Pd): "La Puglia non si tocca: l’Alta Murgia non può diventare una discarica di scorie radioattive"

In una nota del consigliere regionale Domenico De Santis

"Il Governo Meloni ha approvato un disegno di legge per riattivare il nucleare in Italia, noi siamo contrari perché la risposta al caro-bollette deve venire subito da rinnovabili, efficienza, reti, accumuli e innovazione, non dai mini reattori. Col disegno di legge sul nucleare l’Italia torna indietro di 40 anni. Nel 1987, dopo il disastro di Chernobyl, i cittadini e le cittadine italiane si sono espressi contro il nucleare. Il Governo lo ha riesumato e tra l’altro si pone il tema della individuazione di un sito nazionale per la conservazione delle scorie. La Puglia, in una delle sue zone di maggior pregio dal punto di vista ambientale, naturalistico e della biodiversità, l’Alta Murgia, un’area protetta e riconosciuta patrimonio Unesco, è indicata tra le aree per il deposito delle scorie nucleari. Con sconcerto apprendiamo dalla stampa che l’attuale sindaco di Gravina in Puglia, contrariamente ai suoi predecessori, non esclude questa possibilità. Questo non dovrà mai accadere. Come PD ci batteremo e ci opporremo con forza come abbiamo fatto da sempre. La Murgia va protetta, custodita e valorizzata. Nell’ultimo decennio i sindaci, gli amministratori e la popolazione della Murgia a più riprese hanno espresso la propria contrarietà al deposito delle scorie nucleari in quel territorio. È un altro lo sviluppo che immaginiamo per la Puglia e per il Paese. Uno sviluppo moderno e pulito, alimentato da fonti rinnovabili e realmente sostenibili, anche dal punto di vista sociale e della sicurezza. La Puglia ha pagato e paga ancora un prezzo ambientale carissimo. Dobbiamo metterci il passato alle spalle e puntare a un futuro differente. Siamo primi per produzione di energia da fonti rinnovabili e il Governo non farà della nostra terra una discarica di scorie radioattive”.

Una nota dal Palazzo di Città di Gravina di Puglia

SCORIE NUCLEARI, LAGRECA: “NESSUNA APERTURA. GRAVINA RESTA CONTRARIA”

In merito all’articolo pubblicato questa mattina da la Repubblica, il sindaco di Gravina di Puglia, Fedele Lagreca, interviene per chiarire un passaggio dell’intervista che, riportato fuori dal contesto, rischia di restituire una rappresentazione diversa dalla posizione sempre assunta dall’Amministrazione.
La posizione di Gravina sulle scorie nucleari è chiara: no alla loro localizzazione sul territorio comunale.
“Nel corso dell’intervista si è generato un equivoco che voglio chiarire direttamente ai cittadini. La mia posizione, così come quella dell’Amministrazione, non è mai cambiata: sono contrario alla localizzazione di scorie nucleari a Gravina di Puglia.
È una posizione assunta sin dall’inizio e ribadita nel tempo attraverso i Consigli comunali, anche monotematici, e nel confronto con gli altri Comuni del territorio. Non si tratta, quindi, di una posizione maturata oggi o legata alle circostanze del momento, ma di un impegno preciso assunto nei confronti della nostra comunità.
L’Amministrazione non cambia rotta. Il nostro orientamento resta quello espresso in questi anni e non vi è alcuna disponibilità ad accogliere scorie nucleari sul territorio di Gravina.
Voglio perciò tranquillizzare i cittadini: su questo tema non ci sono aperture né ripensamenti. Gravina ha assunto una posizione chiara e continuerà a sostenerla con coerenza e determinazione, nel rispetto dell’indirizzo espresso dal Consiglio comunale e dell’impegno preso con la città”.

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