ANTONIO SPERANZA - In Italia la diffusione non consensuale di immagini intime (revenge porn) e i ricatti online (sextortion o blackmail) sono puniti penalmente dall'articolo 612-ter del Codice Penale, introdotto nel 2019.
Cosa dice la legge (Art. 612-ter c.p.)
- Il reato: Chiunque invia, consegna, cede, pubblica o diffonde foto o video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone ritratte rischia la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 5.000 a 15.000 euro.
- Aggravanti: La pena aumenta se il reato è commesso dal coniuge (anche separato o divorziato) o da una persona che è o è stata legata da una relazione affettiva, oppure se gli strumenti informatici e telematici vengono usati per ingigantire la diffusione.
- La minaccia: Anche la semplice minaccia di diffondere foto o video intimi per ricattare qualcuno (estorsione sessuale) costituisce un reato grave perseguibile a norma di legge.
La diffusione non consensuale di immagini intime e le minacce digitali rappresentano oggi una delle principali sfide per la sicurezza online e la tutela della dignità personale. Fenomeni come la pubblicazione illecita di contenuti privati e il ricatto attraverso la rete possono avere conseguenze devastanti per le persone coinvolte. Per questo è importante conoscere, quali strumenti offre la normativa italiana e quali precauzioni possono aiutare a proteggere la propria identità digitale.
Come si tutelano le vittime
Conservare le prove: Non cancellare nulla. Fai subito screenshot di chat, messaggi, profili social, URL e qualsiasi traccia del ricatto o della pubblicazione.
Segnalare al Garante della Privacy: L'Autorità mette a disposizione un Garante Privacy - Modulo Segnalazioni per richiedere la rimozione rapida dei contenuti illeciti dalle piattaforme digitali.
Utilizzare strumenti di blocco automatico: Piattaforme come Take It Down (di NCMEC) permettono di creare un'impronta digitale (hash) delle proprie foto intime senza caricarle realmente online, impedendo così ai social di pubblicarle o condividerle.
Denunciare subito: Rivolgiti tempestivamente alla Polizia Postale o a qualsiasi presidio delle forze dell'ordine per presentare querela. La rapidità è fondamentale per bloccare la catena di condivisione.
Chiedere aiuto psicologico e supporto: È possibile contattare il numero di emergenza nazionale 19696 di Telefono Azzurro (attivo 24/7) o associazioni specializzate nel sostegno alle vittime di violenza digitale.
L’obiettivo del legislatore è quello di garantire una tutela effettiva delle vittime, riconoscendo il grave danno che può derivare dalla violazione della riservatezza e dalla strumentalizzazione delle immagini personali. Anche il ricatto online, o blackmail, può integrare ulteriori ipotesi di reato e richiede una valutazione tempestiva da parte delle autorità competenti.
La prevenzione rappresenta un elemento chiave nella lotta contro la diffusione illecita di immagini e i ricatti online. È importante adottare comportamenti prudenti nella gestione dei propri dati personali e nella condivisione di contenuti sensibili.
Un’informazione corretta e aggiornata sui rischi legati alla condivisione di dati personali online è essenziale per promuovere una cultura della sicurezza digitale.

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