ANTONIO SPERANZA - I 40 °C non hanno ostacolato le migliaia di divise del Comparto Difesa e Sicurezza scese in strada. Il corteo terminato a piazza dell'Esquilino per chiedere adeguatezza salariale e previdenziale. Il corteo, organizzato dalle sigle sindacali del comparto Difesa e Sicurezza, nello specifico NSC (Nuovo Sindacato Carabinieri), SINAFi (Sindacato Nazionale Finanzieri), USAMi (Unione Sindacale Autonoma Militari – Aeronautica), ITAMIL (Organizzazione Sindacale Italiana dei Militari – Esercito) e SILMM (Sindacato Italiano Lavoratori Militari Marina), nasce per contrastare la svalutazione degli stipendi di fronte all’aumento del costo della vita e il rischio di un’emergenza previdenziale per le pensioni future dei militari.
I lavoratori in divisa contestano lo squilibrio tra i rigidi obblighi di servizio – come l’assenza del diritto di sciopero – e la carenza di tutele reali per la genitorialità, gli alloggi e la copertura dei rischi legali. La crisi tocca anche il ricambio generazionale. Il calo delle domande d’arruolamento sta riducendo gli organici, aumentando i carichi di lavoro interni e minando la sicurezza pubblica sul territorio.
Partecipazione da ogni Regione d’Italia.

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