“Mi aspettavo una parola in più sullo schiavismo e sul caporalato, perché serve un salto di qualità: perde lo Stato tutto quando delle persone trovano il coraggio di denunciare i caporali e vengono ammazzate o sono costrette a lavorare con il maltempo rischiando la propria vita per avere un reddito. Ci sono delle proposte, parliamone in Parlamento”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, rispondendo alla ministra del Lavoro Calderone.
“Abbiamo presentato una proposta che introduce una tutela per chi denuncia i propri caporali, uno strumento che oggi manca ma che è diventato prioritario. Il caporalato ha infatti assunto dimensioni diverse rispetto a dieci anni fa e ora esiste un caporalato nero, ma anche un caporalato grigio, in cui la burocrazia è formalmente a posto e tutto il resto no - prosegue la deputata dem - Abbiamo la necessità di intervenire sulle questioni abitative, sui trasporti e sulle condizioni di vita di questi lavoratori. Non bastano annunci: servono scelte concrete”.
“In Parlamento continuiamo a presentare emendamenti e proposte di legge, a partire dalla proposta di legge Griseri-Prisco per estendere le tutele ai rider, oltre all'istituzione di un fondo speciale e di strumenti di tutela del reddito. È su questi temi che il Governo dovrebbe misurare il proprio impegno, non limitarsi a dichiarazioni che non rispondono all'urgenza della situazione. I lavoratori soffrono oggi, non tra un anno. Per questo il Parlamento deve fare un salto di qualità con norme di civiltà che rafforzino diritti, sicurezza e contrasto allo sfruttamento. Le risposte ascoltate dalla ministra Calderone non sono all'altezza delle sfide che il mondo del lavoro ci pone ogni giorno” conclude Gribaudo.

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