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Grande successo in Campidoglio per il Premio 'Voci e Visioni'

Alessandro Scarnecchia, ideatore del Premio, con Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale,

A cura di Ilaria Solazzo

Grande successo in Campidoglio per il Premio “Voci e Visioni” ideato da Alessandro Scarnecchia

ROMA – Una serata all’insegna della cultura, dell’informazione e dei nuovi linguaggi ha animato la prestigiosa Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio in Campidoglio, dove si è svolta, con grande partecipazione, la cerimonia del Premio “Voci e Visioni”, ideato da Alessandro Scarnecchia, direttore di TerzaPaginaMagazine.

L’iniziativa si è affermata come un autentico successo, capace di riunire istituzioni, protagonisti del giornalismo, artisti e operatori della comunicazione in un dialogo vivo e contemporaneo sul ruolo dell’informazione come strumento di responsabilità e crescita culturale.

Determinante la presenza della Presidente dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, Svetlana Celli, che ha conferito all’evento un forte valore istituzionale, sottolineando l’attenzione dell’amministrazione verso progetti culturali di qualità e iniziative capaci di promuovere partecipazione e consapevolezza civile.

Nel corso della serata, Svetlana Celli ha premiato, tra gli altri, il Direttore dell’Ufficio della Polizia di Stato, Domenico Cerbone, insieme alla direttrice di Polizia Moderna, Annalisa Bucchieri, e il giornalista Saverio Montingelli.

Il Premio “Voci e Visioni” nasce con l’obiettivo di valorizzare chi, attraverso il giornalismo, il fumetto e i media digitali, riesce a raccontare la realtà con autenticità e profondità, trasformando le storie contemporanee in strumenti di riflessione e crescita culturale. Un intento pienamente riuscito, come dimostrano la qualità dei premiati e la varietà dei linguaggi rappresentati.

Nel corso della cerimonia sono stati premiati numerosi protagonisti del panorama dell’informazione e della comunicazione italiana, tra cui Saverio Montingelli, Rino Jupiter, Robby Giusti, Stefano Disegni, Linda Lucidi, Sabrina Morelli, Alberto Raffaelli, Andrea Striano, Andrea Pranovi, Valeria Abatzoglu, Ediberto Messina, Pierpaolo Pasquini, Raoul William Braghieri, Adriana Migliucci, Ilaria Solazzo e Giacomo Innocenzi, insieme a molti altri protagonisti della scena culturale e mediatica.

Ampio il sostegno e la partecipazione anche da parte del mondo istituzionale, culturale e artistico, con la presenza di rappresentanti della Polizia di Stato, oltre a professionisti, artisti e operatori della comunicazione che hanno contribuito al successo dell’iniziativa.

Significativi i ringraziamenti rivolti a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento, tra cui la giornalista Francesca Rasi, l’assistente Adele per il supporto organizzativo e il dottor Francesco Terrone per la cura delle targhe destinate ai premiati, oltre al team di collaboratori, ai premianti e alla stampa presente.

Il Premio “Voci e Visioni” si conferma così un appuntamento di rilievo nel panorama culturale italiano, capace di valorizzare esperienze e talenti diversi, uniti dalla volontà di raccontare il presente con passione, competenza e visione.

Un successo pieno e condiviso che porta la firma di Alessandro Scarnecchia, ideatore di un progetto destinato a crescere e a consolidarsi come punto di riferimento per la cultura e l’informazione contemporanea.

Svetlana Celli premia il Direttore dell’Ufficio, dott. Domenico Cerbone, e alla Dott.ssa Annalisa Bucchieri, direttrice di Polizia Moderna e Roberta Mestichella, Vice Questore della Polizia di Stato in divisa

Intervista ad Alessandro Scarnecchia, ideatore del Premio “Voci e Visioni”

Dopo il grande successo in Campidoglio, abbiamo incontrato Alessandro Scarnecchia per approfondire il significato del Premio “Voci e Visioni”, le storie dei premiati e le scelte che hanno reso questa edizione così significativa.

D. Direttore Scarnecchia, il Premio “Voci e Visioni” ha riscosso un grande successo. Che significato ha per lei questo risultato?

R. È una grande emozione. Questo premio nasce da un’idea semplice, ma profonda: restituire valore al racconto, all’informazione vissuta come responsabilità e visione. Vedere la Sala del Carroccio piena, con una partecipazione così sentita, significa che c’è ancora bisogno di cultura, di confronto e di storie autentiche.

D. La scelta del Campidoglio non è casuale. Quanto è stata importante la sede?

R. Tantissimo. Il Campidoglio rappresenta la storia, le istituzioni, l’identità stessa di Roma. Portare qui il Premio “Voci e Visioni” significa dare un riconoscimento non solo simbolico, ma anche istituzionale a chi ogni giorno lavora con le parole, le immagini e le idee. La presenza di Svetlana Celli ha rafforzato questo legame.

D. I premiati arrivano da mondi diversi: giornalismo, fumetto, radio, digitale… e non solo. Qual è il filo conduttore?

R. Il filo è la capacità di raccontare. Che sia Saverio Montingelli con il giornalismo sportivo, Stefano Disegni con la satira o Valeria Abatzoglu con il disegno, tutti hanno in comune l’autenticità. Ognuno utilizza un linguaggio diverso, ma tutti riescono a trasformare la realtà in qualcosa che resta.

D. C’è una storia, tra quelle premiate, che l’ha colpita particolarmente?

R. Ogni volto ha una storia, ed è proprio questo il senso del premio. Penso a Giacomo Innocenzi, che rappresenta la forza e la resilienza, oppure al lavoro della Polizia di Stato con Domenico Cerbone e Annalisa Bucchieri, che dimostra come anche il fumetto possa diventare uno strumento sociale.

D. Quanto è importante oggi dare spazio ai nuovi media e ai linguaggi digitali?

R. È fondamentale. Oggi la comunicazione passa attraverso molte forme: radio, social, podcast, videogiochi. Penso al lavoro di Raoul William Braghieri o di Alberto Raffaelli. Il nostro obiettivo è proprio quello di abbattere le barriere tra linguaggi “tradizionali” e “nuovi”, riconoscendo valore a tutti.

D. Dietro un evento così articolato c’è sicuramente un grande lavoro di squadra, vero?

R. Assolutamente sì. Nulla si costruisce da soli. Voglio ricordare Francesca Rasi, il mio team, l’assistente Adele dell'Unto e il contributo di Francesco Terrone. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile.

D. Dopo questo successo, quale futuro vede per “Voci e Visioni”?

R. Questo è solo l’inizio. “Voci e Visioni” vuole crescere, diventare un punto di riferimento stabile. L’obiettivo è continuare a raccontare storie vere, dare spazio a chi ha qualcosa da dire e costruire, anno dopo anno, una comunità culturale sempre più ampia.

D. Un ultima domanda. A chi vuole rivolgere un attestazione pubblica di stima per aver preso parte dal vivo al suo esclusivo evento?

R. Per il fumetto "Il Commissario Mascherpa" il Direttore dell’Ufficio, dott. Domenico Cerbone, e alla Dott.ssa Annalisa Bucchieri, direttrice di Polizia Moderna.

Un progetto che guarda avanti e che, attraverso le parole del suo ideatore, conferma tutta la sua forza: quella di mettere al centro le persone, le loro storie e il valore profondo della comunicazione.

Svetlana Celli premia Saverio Montingelli vice caporedattore e inviato speciale per Rai Sport


A chiusura di un evento romano di respiro nazionale, denso di significato, il Premio “Voci e Visioni” lascia qualcosa che va oltre la celebrazione: una traccia viva, quasi invisibile, fatta di storie che continuano a camminare anche dopo che le luci si spengono.

Nelle parole e nelle intuizioni di Alessandro Scarnecchia si percepisce chiaramente che questo non è soltanto un riconoscimento, ma un punto di incontro tra passato e futuro, tra la solidità del racconto e la leggerezza dell’innovazione. Ogni volto premiato diventa così una pagina aperta, un frammento di umanità che si intreccia con nuovi linguaggi, nuove visioni, nuove possibilità.

In un tempo in cui tutto scorre veloce, “Voci e Visioni” sceglie di fermarsi, osservare e trasformare. Perché innovare non significa solo cambiare strumenti, ma dare nuove forme alle emozioni, nuovi spazi alle idee, nuove profondità alle storie.

E allora questo premio non si conclude: si espande. Come un’eco gentile che attraversa la città, raccoglie voci, accende visioni e continua, silenziosamente, a costruire cultura.

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