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'Una vita appesa nell’era del Wi-Fi': a Brindisi il confronto sul rapporto tra persone, relazioni e connessione


Lunedì 21 settembre 2026, alle 18:20, al Yeahjasi Santa Spazio Culturale di via Santa Chiara, la tavola rotonda dedicata al doppio progetto editoriale di Rino Piroscia

BRINDISI – Come sono cambiate le nostre relazioni nell’epoca della connessione permanente? Quanto il Wi-Fi, gli smartphone e la dimensione digitale hanno modificato il nostro modo di comunicare, lavorare e stare insieme?

Sono alcune delle domande al centro della tavola rotonda “Una vita appesa nell’era del Wi-Fi”, in programma lunedì 21 settembre 2026 alle ore 18:20 presso il Yeahjasi Santa Spazio Culturale, in via Santa Chiara a Brindisi.

L’appuntamento sarà l’occasione per presentare il doppio progetto editoriale di Rino Piroscia, composto dai volumi “Una vita appesa” e “Nell’era del Wi-Fi”. Due opere pensate per dialogare tra loro e affrontare, da prospettive differenti, il rapporto tra l’essere umano, le relazioni e i profondi cambiamenti della società contemporanea.

Dalle radici di Brindisi all’era della connessione

Il filo conduttore dell’incontro parte da un’immagine evocativa: ieri eravamo appesi a un filo di rugiada, oggi a un filo invisibile, quello della connessione.
Una metafora che diventa punto di partenza per interrogarsi sul presente. La tecnologia ha reso più semplice comunicare a distanza, condividere informazioni e mantenere contatti, ma ha anche trasformato abitudini, comportamenti e modalità attraverso cui costruiamo le nostre relazioni.
Il progetto di Piroscia invita quindi a riportare la persona al centro, recuperando anche il valore delle radici e della dimensione comunitaria del territorio brindisino.
Non si tratta soltanto di parlare di tecnologia, ma di osservare come il cambiamento digitale abbia inciso sulla vita quotidiana: dalle relazioni personali al mondo del lavoro, dall’educazione alla partecipazione sociale.

Cinque passaggi per raccontare una società che cambia

Il confronto sarà articolato in cinque passaggi, attraverso i quali saranno affrontati diversi aspetti della trasformazione sociale e culturale legata all’epoca digitale.
A confrontarsi sui temi della serata saranno diverse professionalità ed esperienze del territorio:
- Mariagrazia Morleo, presidente della Pro Loco Brindisi;
- Ermelinda De Carlo, professoressa associata di Pedagogia Sperimentale
- Francesco Mauro, vicepresidente Yeahjasi Brindisi APS e responsabile della Biblioteca del Vicolo;
- Daniel Talà, esperta di politiche attive del lavoro;
- Antonio Matarrelli, presidente del Consiglio regionale della Puglia.
La presenza di ospiti provenienti da ambiti differenti permetterà di affrontare il tema della connessione da più punti di vista, mettendo in relazione cultura, educazione, territorio, lavoro e istituzioni.

Il Wi-Fi come metafora del nostro tempo

Il titolo dell’incontro contiene una domanda che riguarda ormai la quotidianità di milioni di persone: siamo noi a utilizzare la connessione oppure è la connessione a condizionare sempre più il nostro modo di vivere
Social network, messaggistica istantanea, piattaforme digitali e strumenti tecnologici hanno modificato il concetto stesso di distanza. Oggi è possibile raggiungere una persona in pochi secondi, ma la facilità della comunicazione digitale non coincide necessariamente con una maggiore profondità delle relazioni.
È proprio in questa contraddizione che si inserisce il progetto editoriale di Rino Piroscia: utilizzare la riflessione sul cambiamento per tornare a parlare dell’essere umano, delle sue relazioni e della necessità di mantenere un legame con la propria storia e con la propria comunità.

Un appuntamento per riflettere sul presente

La tavola rotonda “Una vita appesa nell’era del Wi-Fi” si presenta dunque come un momento di confronto sul rapporto tra passato e presente, tra radici e innovazione, tra relazioni tradizionali e nuove forme di comunicazione.
L’appuntamento al Yeahjasi Santa Spazio Culturale di Brindisi vuole trasformare la presentazione di due libri in un’occasione più ampia di dialogo sulla società contemporanea.
Perché, nell’era in cui siamo quasi sempre connessi, la domanda fondamentale potrebbe essere proprio questa: quanto siamo ancora capaci di essere realmente presenti?

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