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T.S.O., A.S.O. ed emergenze psichiatriche: servono regole chiare e tutele per i Carabinieri


ANTONIO SPERANZA
- Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha segnalato alle Istituzioni una criticità sempre più evidente nella gestione dei Trattamenti Sanitari Obbligatori (T.S.O.), degli Accertamenti Sanitari Obbligatori (A.S.O.) e delle emergenze psichiatriche e psicosociali.

Sempre più spesso, infatti, i Carabinieri vengono chiamati a intervenire come unico presidio dello Stato, in situazioni ad altissimo rischio, senza disporre degli strumenti clinici e del supporto sanitario necessari per affrontare correttamente casi di grave sofferenza psicofisica.

Il SIC richiama il quadro normativo vigente:

il T.S.O. è un procedimento sanitario e amministrativo, non un’operazione di polizia;

le competenze cliniche spettano al Servizio Sanitario Nazionale;

l’intervento dell’Arma deve restare eccezionale e residuale, limitato alle esigenze di ordine e sicurezza pubblica.

Tra le proposte avanzate:

procedure operative uniformi su tutto il territorio nazionale;

formazione più efficace per le Centrali Operative del NUE 112;

invio contestuale e prioritario di 118 e Polizia Locale nei casi di crisi psicopatologica o emotiva;

direttive operative specifiche del Comando Generale dell’Arma;

protocolli condivisi in Prefettura tra Prefetture, ASL, Comuni e Forze di Polizia.

La sicurezza dei cittadini passa anche dalla sicurezza di chi opera in prima linea.

Per questo il SIC chiede che nessun Carabiniere venga lasciato solo ad affrontare situazioni che richiedono competenze sanitarie e risposte coordinate tra istituzioni.

La nota del SIC è stata inviata al Ministro dell'Interno, al Ministro della Difesa, al Ministro della Salute e al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri.

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