ANTONIO SPERANZA - ROMA - "La sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio non si costruiscono con gli slogan o con il ritorno a modelli superati e pericolosi che evocano 'rastrellamenti' e militarizzazioni. Piuttosto che cedere alla propaganda della 'tolleranza zero' a parole, sarebbe ora di applicare la tolleranza zero verso l'unico vero zero con cui le donne e gli uomini in divisa si confrontano ogni giorno: zero risorse, zero assunzioni straordinarie e zero tutele sul piano salariale e previdenziale".
Così il Segretario Generale del sindacato di polizia SILP CGIL, Pietro Colapietro, risponde alle ultime dichiarazioni di Roberto Vannacci sul tema della sicurezza e sul ruolo dei sindaci.
"Le forze dell'ordine e le comunità locali non hanno bisogno di 'sindaci-sceriffi' né di interventi coercitivi di facciata – prosegue Colapietro –. Per garantire la legalità e la vivibilità nelle nostre piazze, nei quartieri e nelle scuole servono politiche serie di prevenzione e un contrasto reale e strutturato alla criminalità organizzata. Mentre si parla di interventi punitivi, negli ultimi anni assistiamo a riforme che depotenziano strumenti di indagine fondamentali come le intercettazioni o cancella reati come l'abuso d'ufficio, senza mettere in campo risposte concrete sulla corruzione".
'I sindaci – evidenzia il Segretario Generale del sindacato di polizia della CGIL – svolgono una funzione cruciale nel nostro Paese e devono essere messi in condizione di operare. Ma per recuperare gli spazi pubblici non servono dimostrazioni di forza: servono illuminazione, progetti di socialità, servizi e vivibilità urbana. E soprattutto servono risorse comunitarie reali, interrompendo la stagione dei continui tagli agli enti locali. La vera sicurezza si fa garantendo dignità del lavoro a chi indossa una divisa, certezza della pena e risposte rapide dalla giustizia, non trasformando le città in un perenne stato di polizia".

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