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Festival della Cooperazione Internazionale, dieci anni di dialogo: Ostuni al centro della nuova edizione

Nel 2026 il Festival raggiunge il traguardo della decima edizione con “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”. Pace, diritti, inclusione e solidarietà internazionale al centro degli appuntamenti tra Ostuni e altri centri pugliesi

Dieci anni durante i quali il mondo è profondamente cambiato e altrettanti anni trascorsi provando a interpretarne trasformazioni, conflitti e nuove fragilità attraverso gli strumenti della cooperazione e del dialogo. Il Festival della Cooperazione Internazionale si prepara a celebrare nel 2026 la sua decima edizione, scegliendo come titolo “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

Il programma completo è ancora in fase di definizione, ma sono già delineati i principali contenuti di un'edizione che coinvolgerà Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera.

Un decennale che guarda al presente

Nato nel 2017, il Festival ha attraversato una fase storica segnata da crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali, guerre e tensioni geopolitiche. Fenomeni diversi ma sempre più interconnessi, racchiusi dai promotori nel concetto di “policrisi”.

Il decennale non vuole quindi limitarsi alla celebrazione del percorso compiuto. La domanda riguarda soprattutto il futuro: quale modello di convivenza è ancora possibile costruire in un mondo attraversato da divisioni sempre più profonde?

Da questa riflessione nasceranno anche i “Dialoghi di civiltà”, uno spazio nel quale filosofia, società, geopolitica, cooperazione e responsabilità collettiva saranno chiamate a confrontarsi.

Dai conflitti alla costruzione della pace

Il Festival tornerà a dedicare particolare attenzione alla cooperazione internazionale come strumento di pace, guardando ad alcuni dei territori maggiormente segnati dalle guerre.

Ucraina, Palestina e Sud Sudan saranno tra gli scenari attraverso i quali approfondire le conseguenze dei conflitti sulle popolazioni civili e sulle persone più vulnerabili.

Accanto all'analisi geopolitica troverà spazio l'educazione alla pace, attraverso esperienze e testimonianze che proveranno a raccontare come il dialogo possa essere costruito anche tra comunità divise.

Vent’anni della Convenzione ONU sulla disabilità

Un'altra parte centrale del programma riguarderà salute, disabilità e inclusione. La Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, promotrice del Festival insieme all'Associazione Italiana Amici di Follereau, dedicherà particolare attenzione ai vent'anni dall'approvazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Il convegno nazionale “Salute e Inclusione” approfondirà l'articolo 26 della Convenzione, relativo a riabilitazione e abilitazione, e i progetti personalizzati e partecipati di vita indipendente previsti dal decreto legislativo 62 del 2024.

Il Festival ospiterà inoltre un confronto tra le sette Comunità Amiche delle Persone con Demenza della Puglia, esperienza promossa dalla Federazione Alzheimer Italia.

Ostuni ospita il Campo studi AIFO

Accanto ai convegni sono previsti teatro, formazione, iniziative pubbliche e momenti conviviali, mantenendo quella dimensione comunitaria che ha caratterizzato il Festival fin dalle sue origini.

Dal 7 all'11 ottobre, inoltre, Ostuni ospiterà il Campo studi AIFO, alcune delle cui attività si intrecceranno con quelle del Festival.

Il programma dettagliato e gli ospiti saranno annunciati prossimamente. A indicare idealmente la direzione resta il messaggio di Raoul Follereau scelto come riferimento del decennale: «Amarsi o scomparire».

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