In un'economia internazionale che attraversa continui e rapidi cambiamenti, la tecnologia rischia spesso di sostituire l'individuo anziché supportarlo. Esistono tuttavia realtà che hanno compreso come il vero motore della crescita sia, in realtà, il capitale umano. Chi mette la persona al centro, investendo sul benessere aziendale e sulla formazione, non solo migliora l'ambiente di lavoro ma registra un concreto incremento della qualità e del fatturato.
Per approfondire questa filosofia imprenditoriale abbiamo intervistato Marco Reato, fondatore di Vitha Group, un'azienda che ha fatto della valorizzazione delle persone il proprio tratto distintivo.
La visione di Marco Reato: le persone al centro della struttura
Per Marco Reato, il concetto di capitale umano non è una formula astratta, ma si traduce in una precisa struttura organizzativa e in un cammino di crescita. Pur partendo dalla vendita diretta, Vitha Group ha trasformato l'attività lavorativa in un'opportunità di riscatto sociale e formazione continua.
All'interno del gruppo convivono collaboratori di tutte le età – dai ventenni agli over 60 – e con background di studio differenti. Nel modello ideato da Marco Reato, il punto di partenza non rappresenta mai un limite, bensì l'inizio di una traiettoria professionale potenzialmente illimitata.
Core business e diversificazione: dal caffè porzionato a L'Aquila all'immobiliare
Nata nel settore della vendita diretta, la società ha diversificato la sua offerta in molteplici ambiti produttivi e commerciali. Tra i pilastri del gruppo spiccano:
La produzione di caffè porzionato nello stabilimento di L’Aquila.
Il brand dedicato al mondo del caffè The Coffy Way.
Il settore dell'ospitalità, con boutique hotel e resort.
Il mercato immobiliare e quello delle energie rinnovabili.
Formazione e crescita: le Academy interne e la partecipazione societaria
L'ingresso in Vitha Group coincide con l'avvio di un percorso formativo sul campo. Attraverso le Academy interne, l'azienda trasferisce competenze commerciali e manageriali.
Il potenziale di ogni risorsa viene valorizzato al punto che la carriera può superare il classico avanzamento gerarchico. Molti collaboratori sono arrivati alla guida di interi team e territori, fino a raggiungere ruoli di vertice nel Consiglio di amministrazione o alla Vicepresidenza. Ad alcuni è stata persino offerta l'opportunità di diventare azionisti di Vitha Group e soci delle aziende collegate, trasformando il lavoro in una vera e propria partecipazione imprenditoriale.
Sostenibilità e rendite vitalizie: un modello economico pionieristico
Una delle scelte più originali di Vitha Group, fortemente voluta da Marco Reato e dal Consiglio di amministrazione, riguarda il reinvestimento dei profitti nelle energie rinnovabili. Questa attività genera un flusso di valore stabile che viene ridistribuito direttamente ai collaboratori storici.
Oggi, chi lavora nel gruppo da almeno dieci anni riceve una rendita vitalizia mensile che oscilla tra i 1.000 e i 4.000 euro. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di un sistema strutturato di stabilità economica che l'azienda punta ad estendere a un numero sempre maggiore di persone nel corso dei prossimi anni.
Responsabilità sociale: la scuola di Niagò in Burkina Faso
L'attenzione alle persone supera anche i confini aziendali. Da un'idea di Issa Sinka, collaboratore di Vitha Group che ha condiviso con l'impresa il sogno di dare un'istruzione ai bambini del suo villaggio natale, è nato un importante progetto di solidarietà.
L'azienda ha finanziato l'intero processo di costruzione di una scuola a Niagò, in Burkina Faso: dall'acquisto del terreno alla progettazione, fino alla realizzazione dei lavori e degli arredi. Oggi la scuola è pienamente operativa e accoglie quotidianamente circa 200 bambini.
Un progetto a 360 gradi per il futuro del business
Quello di Vitha Group si presenta come un modello circolare coerente: chi entra per cercare un impiego vi trova formazione, carriera, responsabilità, partecipazione societaria e sicurezza per il futuro. In un mercato in cui molte imprese faticano a tradurre la sostenibilità in azioni concrete, il caso guidato da Marco Reato dimostra come sia possibile unire etica, profitto e crescita sociale all'interno di un'unica, solida architettura industriale.



0 Commenti