Lettera
di una lucciola a Parigi.
L'essere invisibile,
parla in lingue sconosciute.
L'indifferenza tace in silenzi
e in risposte mai date,
per nulla interpretati,
mai espresse.
Oscurità tace dentro quei muri bianchi,
innalzando omertà,
e l'immagine di chi c'era
ha reso assente ogni suo essere...
Attorno a me, lenzuola bianche
che l'innocenza, e la semplicità,
han trasformato,
sporcando di paura
quel candore
per nulla
scomposto.
Li ho chiamati
per nome, facendo la lista
ed interpellandoli per elenco:
"Erano
tutti assente".
Assente
assente...
assente...
Questa fu la loro risposta...
Ma la voce di chi
dimostrava passionale inesistenza
ha dato voce ugualmente
parlando in mutismo
e in alfabeto Morse.
Ho avuto un cliente
non vedente
e parlando di me,
mi hanno di lui
colpito due cose:
"Mi ascoltò,
e mi rispose.
Da allora, smisi di andare
con gli uomini.

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