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Latte, Coldiretti Puglia: 'Fumata nera al tavolo per prezzo alla stalla; stop a speculazioni e pratiche sleali'


Più trasparenza per garantire ai consumatori mozzarella e burrata ottenute con latte pugliese.

ANTONIO SPERANZA - Fumata nera al Tavolo regionale del latte convocato dalla Regione Puglia, con l'incontro che si è concluso senza alcun accordo sul riconoscimento di un prezzo equo agli allevatori pugliesi, con l'industria della trasformazione che è rimasta ferma sulla posizione di assumere come unico riferimento il prezzo del latte del Nord Italia, senza riconoscere alcun adeguamento ai maggiori costi sostenuti dalle aziende zootecniche regionali. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, che stigmatizza un prezzo del latte al di sotto dei costi di produzione che non può essere sostenibile, ad un tavolo regionale a cui non si è presentata parte della rappresentanza dei trasformatori. Uno scenario che alimenta speculazioni lungo la filiera e rischia di perpetuare pratiche commerciali sleali, scaricando sugli allevatori il peso di una filiera che continua a non remunerare il lavoro e gli investimenti necessari per produrre latte di qualità.

Oggi produrre un litro di latte in Puglia costa tra i 56 e i 58 centesimi e nessuna stalla - insiste Coldiretti Puglia - può continuare a lavorare in perdita. Per questo è indispensabile che il prezzo riconosciuto agli allevatori tenga conto dei reali costi di produzione, come previsto anche dalla normativa contro le pratiche commerciali sleali.

Per Coldiretti Puglia è inaccettabile che si continui a utilizzare il prezzo del Nord come parametro rigido, ignorando le peculiarità della zootecnia pugliese e i costi sostenuti quotidianamente dagli allevatori, stretti tra rincari produttivi, aumento dei costi energetici, dei mangimi e delle materie prime.

A pesare sul comparto sono le speculazioni lungo la filiera e il crescente ricorso a latte spot a prezzi schizzati a 51 centesimi e a prodotto importato, che comprimono ulteriormente il valore del latte italiano e mettono in difficoltà le aziende zootecniche pugliesi, mentre i consumatori sono sempre più attenti a conoscere l’origine della materia prima.

“Non accetteremo mai che il prezzo del latte venga deciso senza tenere conto dei costi reali sostenuti dalle aziende. Chiediamo responsabilità a tutta la filiera, perché continuare a pagare il latte al di sotto dei costi di produzione significa condannare alla chiusura le stalle pugliesi, impoverire il territorio e favorire le importazioni a discapito della nostra zootecnia. Il latte pugliese è un patrimonio che va difeso con i fatti e non con gli slogan”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. “Occorre dare piena applicazione alla normativa contro le pratiche commerciali sleali e costruire accordi di filiera che garantiscano una equa distribuzione del valore. Non è più rinviabile un’intesa che riconosca il giusto prezzo agli allevatori, assicuri trasparenza ai consumatori e valorizzi le produzioni ottenute con latte pugliese, a partire da mozzarella e burrata, eccellenze che rappresentano l’identità agroalimentare della nostra regione” conclude Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Per questo Coldiretti Puglia chiede il pieno rispetto della normativa contro le pratiche commerciali sleali, affinché vengano riequilibrati i rapporti tra produzione e trasformazione, impedendo che la parte più debole della filiera continui a subire condizioni contrattuali che non consentono nemmeno di coprire i costi di produzione.

La tutela del reddito degli allevatori coincide con quella dei consumatori, quando è fondamentale garantire la massima trasparenza sull’origine della materia prima, valorizzando il latte pugliese e consentendo ai cittadini di riconoscere con chiarezza le produzioni realizzate esclusivamente con latte del territorio. Mozzarella, burrata, stracciatella e gli altri formaggi simbolo della Puglia – conclude Coldiretti Puglia - devono poter contare su una filiera che premi chi produce qualità e assicuri informazioni corrette e trasparenti ai consumatori.

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