ANTONIO SPERANZA - Si è tenuta a Parigi, al Centro John W. Boyer dell'Università di Chicago, la conferenza internazionale "Adam Smith per il futuro", organizzata insieme all'Università del Salento per celebrare i 250 anni de "La ricchezza delle nazioni".
Non lo Smith ridotto alla "mano invisibile", ma un pensatore esigente, attento alle istituzioni, alla giustizia e alle condizioni morali del progresso. A interrogarne l'eredità, nomi di assoluto rilievo: ad aprire i lavori James Robinson (Università di Chicago), Premio Nobel per l'economia nel 2024, con un intervento su Smith e l'Africa, e poi Emma Rothschild (Harvard), Paul Cheney e Steve Pincus (Chicago), Magali Bessone (Sorbona).
A introdurre i lavori, i professori Michele Bee di UniSalento e Jennifer Pitts dell'Università di Chicago. Commercio e capitalismo, limiti ecologici dell'Antropocene, disuguaglianza globale: le domande al centro del convegno sono quelle che Smith non avrebbe potuto porre, ma che il suo pensiero ci costringe oggi a ripensare.

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