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FS-COSP incontra il Provveditore regionale: al centro organici, turni e tutela del personale penitenziario


ANTONIO SPERANZA
- Lunedì 8 giugno 2026, dalle 10.30 alle 13.00, si è svolto a Bari, presso la sede del Provveditorato Regionale Puglia-Basilicata dell’Amministrazione Penitenziaria, un importante incontro istituzionale tra il sindacato FS-COSP e il Provveditore regionale, dottor Pierpaolo D’Andria.

L’incontro, preventivamente concordato e confermato, si è tenuto nello studio del Dirigente generale, massima espressione del Governo e dell’Amministrazione Penitenziaria centrale sul territorio di Puglia e Basilicata. A guidare la delegazione sindacale è stato Domenico Mastrulli, segretario generale nazionale e fondatore del movimento popolare sindacale dei lavoratori in uniforme FS-COSP.

Accanto a Mastrulli erano presenti: Dott. Luca Lionetti (Coordinatore regionale FS-COSP Puglia, in servizio a Brindisi e proveniente da Taranto); Dott.ssa Anna Tommaso (Funzionaria giuridico-pedagogica della sede di Lecce); Dott. Filippo Antonio Geronimo (Rappresentante della sede di Trani); Valeria Battelli (Segretaria territoriale della sede di Bari).

Ad accogliere il leader del COSP anche la segretaria nazionale e la segretaria regionale femminile FS-COSP, figure storiche del sindacato e della Polizia Penitenziaria fin dalla fondazione dell’organizzazione.

Nel corso del confronto sono state portate all’attenzione del Provveditore numerose criticità del sistema penitenziario regionale: sovraffollamento detentivo; turni di lavoro giudicati “massacranti”; carenza di personale di Polizia Penitenziaria, funzionari centrali e dirigenti; criticità organizzative nei diversi settori lavorativi; applicazione del decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro e tutela della salute del personale.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dei nuclei traduzione e piantonamento, della Centrale Operativa Regionale (COR) e delle scorte territoriali, provinciali e regionali. Secondo il sindacato, tali servizi richiedono un impiego di risorse ed energie spesso oltre i limiti compatibili con l’efficienza organizzativa e il contenimento della spesa pubblica.

Uno dei passaggi più netti dell’incontro ha riguardato l’uso dei richiami e dei procedimenti disciplinari. Mastrulli ha denunciato quello che ha definito un utilizzo “illegittimo e abusivo” dello strumento disciplinare in alcune realtà penitenziarie, accusando talune gestioni di impiegarlo come forma di pressione sul personale.

Il segretario generale FS-COSP ha annunciato che, in assenza di un’immediata cessazione di tali pratiche, il sindacato convocherà stampa e televisioni e presenterà denunce alle autorità giudiziarie, chiedendo inoltre al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria provvedimenti esemplari nei confronti dei responsabili.

Tra le principali richieste avanzate dalla FS-COSP figurano: turnazioni regolari e rispetto delle sei ore lavorative previste dal contratto; rotazione e avvicendamento nei posti di servizio; maggiore trasparenza negli interpelli e nelle assegnazioni; contrasto a ogni forma di abuso di potere o interferenza nell’attività sindacale, richiamando gli articoli 39, 97, 3 e 1 della Costituzione italiana.

Il sindacato ha inoltre evidenziato la carenza di comunicazione e informazione sindacale in molte strutture e uffici delle due regioni, con particolare riferimento alla Basilicata, definita “terra di nessuno sotto l’aspetto sindacale”.

Nonostante la durezza di alcuni passaggi, il clima dell’incontro è stato descritto dalle parti come improntato a collaborazione, rispetto istituzionale e cortesia reciproca. Mastrulli ha ringraziato il Provveditore D’Andria per “il concreto e interessante apporto” promesso sulle problematiche emerse.

Il segretario generale ha infine ribadito con fermezza la tutela dei rappresentanti sindacali: “Non permetterò mai a nessuno di sfiorare, toccare, perseguitare o perseguire illegittimamente anche un solo segretario sindacale tutelato dalle leggi dello Stato e dallo Statuto dei lavoratori”.

L’incontro si inserisce in una fase di forte attenzione alle condizioni operative del personale penitenziario e alle criticità strutturali del sistema carcerario nelle regioni Puglia e Basilicata.

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