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Sicurezza e Difesa, sindacati in piazza il 18 giugno: mobilitazione nazionale per contratti, pensioni e carenza di organici


ANTONIO SPERANZA
- Le organizzazioni sindacali SILP CGIL per la Polizia di Stato, SIAM per l’Aeronautica Militare e LRM per l’Esercito Italiano hanno annunciato una giornata di mobilitazione nazionale per giovedì 18 giugno 2026. L’iniziativa si svolgerà attraverso presìdi e volantinaggi davanti alle Prefetture di tutta Italia con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e operatori del comparto sulla grave crisi che sta interessando i settori della sicurezza e della difesa.

Al centro della protesta vi sono due questioni considerate ormai non più rinviabili: il rinnovo del contratto di lavoro e la tutela previdenziale. A queste si aggiunge la denuncia di una pesante carenza di organici che, secondo le organizzazioni sindacali, sta mettendo in seria difficoltà i servizi operativi sul territorio, costringendo il personale a sostenere turni particolarmente gravosi e a fare i conti con il ritardo nel pagamento degli straordinari.

Sul fronte del rinnovo contrattuale relativo al triennio 2025-2027, i sindacati parlano apertamente di un “contratto beffa”. Secondo quanto evidenziato nella nota, l’aumento del costo della vita avrebbe determinato un significativo impoverimento del personale in divisa. Le sigle sindacali sottolineano infatti il forte divario tra un’inflazione reale superiore al 17% e gli incrementi salariali previsti dal Governo, inferiori al 5,78%. Una differenza che, secondo le loro stime, si tradurrebbe in una perdita media di circa 300 euro mensili per ogni lavoratore.

Particolare attenzione viene riservata anche alla questione previdenziale. La mobilitazione punta a riportare al centro del dibattito pubblico il mancato avvio della previdenza complementare e l’insufficienza delle risorse destinate alla previdenza dedicata per il personale del comparto. Una situazione che, secondo i rappresentanti sindacali, rischia di compromettere il futuro pensionistico delle nuove generazioni di operatori della sicurezza e della difesa.

Le organizzazioni promotrici evidenziano inoltre come la specificità del comparto venga spesso richiamata nelle occasioni ufficiali, senza però trovare un adeguato riconoscimento sul piano economico e previdenziale. Da qui la scelta di una mobilitazione unitaria che vuole rappresentare un segnale forte di compattezza e determinazione da parte dei lavoratori in divisa.

«La sicurezza e la difesa sono beni comuni – dichiarano i segretari generali del SILP CGIL Pietro Colapietro, del SIAM Alfio Messina e di LRM Marco Votano – e non può esistere una società sicura se chi la protegge viene privato dei propri diritti fondamentali e della propria dignità economica e professionale. Questa convergenza unitaria dimostra la gravità del momento e la compattezza delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa che non sono più disposti ad accettare promesse a costo zero. Il 18 giugno spiegheremo ai cittadini che difendere i diritti di chi indossa una divisa significa prima di tutto difendere la sicurezza di tutta la comunità».

La mobilitazione del 18 giugno si preannuncia dunque come un importante momento di confronto pubblico su temi che riguardano non soltanto il personale della sicurezza e della difesa, ma anche l’efficienza dei servizi essenziali garantiti ai cittadini.

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