Un volume che si presenta come un compagno di viaggio nelle stagioni interiori della vita, capace di parlare a chi cerca nella poesia non solo parole, ma uno spazio di ascolto e di verità. Un viaggio poetico attraverso le emozioni più profonde dell’essere umano.
È questo il cuore di “DAI-NI-KAN – Haiku, secondo volume. Centomila stagioni dell’anima”, la nuova raccolta della giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni, pubblicata da Edizioni Jolly Roger.
Il volume rappresenta la naturale evoluzione di un percorso letterario che unisce sensibilità poetica, introspezione e osservazione del mondo interiore. Attraverso la forma essenziale degli haiku, l’autrice accompagna il lettore in un cammino fatto di immagini, silenzi e intuizioni capaci di toccare le corde più profonde dell’anima. Il libro si configura infatti come un viaggio attraverso le stagioni interiori dell’essere umano, dove ogni componimento diventa un frammento di vita e di consapevolezza.
Perché ha scelto proprio la forma dell'haiku per raccontare le "stagioni dell'anima"?
Ho scelto l'haiku perché è una forma poetica che mi affascina per la sua essenzialità. In pochi versi riesce a racchiudere un'emozione, un'immagine, un frammento di vita che spesso vale più di un lungo discorso. Le stagioni dell'anima, proprio come quelle della natura, sono fatte di attimi: una fioritura improvvisa, un silenzio, una perdita, una rinascita. L'haiku mi ha permesso di raccontare questi passaggi con delicatezza, lasciando al lettore lo spazio per completare il significato con la propria sensibilità. Credo che la poesia più intensa sia quella che suggerisce, più che spiegare.
Quanto c'è di autobiografico in questa raccolta?
Ogni libro che scrivo contiene inevitabilmente una parte di me, ma non nel senso di un diario personale. Le emozioni che attraversano questa raccolta nascono certamente da esperienze vissute, osservate o interiorizzate nel tempo. Tuttavia, la scrittura compie sempre una trasformazione: ciò che è personale diventa universale. Non mi interessa raccontare la mia storia, quanto piuttosto offrire al lettore uno specchio in cui possa riconoscere la propria. Se chi legge ritrova un'emozione che sente anche sua, allora la poesia ha compiuto il suo percorso.
Quali sono i temi principali che attraversano il libro?
«Il filo conduttore è il tempo, inteso non solo come successione delle stagioni, ma come evoluzione dell'essere umano. Si parla di memoria, amore, perdita, speranza, silenzio, natura e rinascita. Mi interessa molto il rapporto tra il paesaggio esteriore e quello interiore: spesso un albero, il vento, la pioggia o un fiore diventano metafore di ciò che accade dentro di noi. È una raccolta che invita a rallentare, ad ascoltare ciò che spesso il rumore della quotidianità ci impedisce di sentire.»
A chi si rivolge questo libro?
Si rivolge a chiunque senta il bisogno di fermarsi per qualche istante. Non è un libro destinato soltanto agli appassionati di poesia, ma a tutti coloro che cercano parole capaci di accompagnare un'emozione o una riflessione. Viviamo in un tempo in cui siamo continuamente sollecitati a correre; io, invece, vorrei offrire uno spazio di quiete. Spero che ogni lettore possa trovare tra questi haiku un'immagine, un silenzio o un verso che gli appartenga e che continui a risuonare anche dopo aver chiuso il libro.

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