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FI Roma: 'Tranvia Casilina risanabile alla metà dei costi previsti dal Campidoglio'


ROMA
- "Il risaputo rifiuto al dialogo dell'Amministrazione Gualtieri sulla nuova tranvia Casilina rischia non solo di mettere in ginocchio un intero quadrante, ma anche e soprattutto di dar luogo a un ingente e ingiustificato esborso di soldi pubblici che potrebbe essere tranquillamente evitato. Esiste, infatti un progetto bocciato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) del governo Conte bis che prevede il rinnovo integrale della linea, con la dotazione di 22 nuovi convogli a pianale basso tipo ‘Urbos’ (veicoli a rotaia leggeri e all’avanguardia costruiti in Spagna), l’adeguamento dei depositi-officine e, in aggiunta, l’estensione delle corse di 500 metri a Termini e di 3,5 chilometri a Tor Vergata, assicurando una maggiore vicinanza allo scalo ferroviario e all’ingresso dell’omonimo Policlinico. Con un investimento pari a meno della metà della stima prevista per la linea G dal governo Conte bis, dunque, si potrebbe costituire la vera alternativa al progetto approvato dall’Amministrazione capitolina, con un esborso di soli 135 milioni a fronte dei 268 previsti dal progetto di Palazzo Senatorio. Roba da Corte dei conti, con l'ulteriore beffa di un potenziale danno erariale: si vuole ricostruire una infrastruttura tale quale alla precedente smobilitando la prima e adducendo quale motivazione il diverso scartamento dei binari, quando si hanno prove tangibili e dimostrabili che lo ‘scartamento ridotto’ funziona perfettamente senza creare alcun problema e che il progetto bocciato dal MIT consentirebbe di mantenere l’attuale scartamento da 950 millimetri – adottato in numerosi Paesi del mondo – rispetto agli ordinari 1445. Ci chiediamo, dunque, se sia stata effettuata un'attenta e adeguata analisi tecnico-economica che giustifichi una scelta non solo economicamente e ingiustificatamente molto più dispendiosa, ma anche più disagevole per i cittadini in quanto comporterebbe la nefasta interruzione, per almeno 5 anni, di un servizio su ferro determinante per collegare gli sfavoriti quartieri di Roma Est in 20 minuti alla stazione Termini e alle linee metro A e B. Una scelta che, più che da motivazioni squisitamente tecniche e finanziarie, parrebbe essere dettata da motivazioni politiche. Alla luce di ciò, chiediamo la nomina di un commissario straordinario che tolga d’impaccio la politica e che sia, possibilmente, ‘esperto di esercizio’".

Lo dichiarano, in una nota congiunta, la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini e il presidente della Commissione Sviluppo e Smart city di Forza Italia Michel Emi Maritato.

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