ANTONIO SPERANZA - Il professor Fabrizio Oliva – Past President ANMCO, direttore del Dipartimento di Cardiologia Clinica dell’Ospedale Niguarda di Milano e principal investigator dello studio – ha dichiarato: «Al congresso ANMCO 2026 abbiamo presentato i dati dello studio BRING-UP 3-HF, che ha arruolato circa 10mila pazienti nelle due fasi, con il coinvolgimento di oltre 180 cardiologie. Questa nuova pagina di ricerca osservazionale ANMCO sullo scompenso cardiaco, che ha incluso pazienti ambulatoriali e pazienti ospedalizzati, ha evidenziato un significativo incremento nell’utilizzo delle terapie farmacologiche raccomandate nei diversi fenotipi. Nei pazienti con scompenso a funzione sistolica ridotta vi è stato un utilizzo di beta-bloccanti in oltre il 94%, di ARNI nel 70%, MRA nell’80% e SGLT2 inibitori nell’84%.Una quadruplice terapia veniva prescritta in più del 65% dei pazienti».
«Sono dati importanti – sottolinea Oliva . che collocano la cardiologia ospedaliera ai vertici del panorama internazionale nell’ottimizzazione dei trattamenti per lo scompenso cardiaco. Questa patologia continua, tuttavia, ad incidere in modo rilevante sull’outcome di questi pazienti in termini di mortalità ed ospedalizzazioni. È quindi necessario un ulteriore sforzo per migliorare gli aspetti gestionali ed organizzativi, assicurando continuità assistenziale e connessione tra ospedali e territorio per un più efficace follow-up di questi pazienti».
Il professor Massimo Grimaldi – presidente ANMCO e direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) – ha evidenziato: «Questa ricerca osservazionale rappresenta un’esperienza unica a livello nazionale ed europeo e testimonia come la partecipazione associativa sia il motore per il miglioramento della qualità delle prestazioni sanitarie e per il raggiungimento di importanti obiettivi di ricerca scientifica. L’obiettivo non è soltanto prolungare la vita media della popolazione ma soprattutto migliorare la qualità degli anni vissuti, salvaguardando al contempo l’equilibrio di bilancio. Lo scompenso cardiaco rappresenta infatti un importante problema di salute pubblica su scala globale, con alti tassi di morbilità, mortalità ed utilizzo di risorse sanitarie. È una patologia cronica in forte aumento che registra 800mila casi nel nostro Paese ed è a livello mondiale la principale causa di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni».
Scompenso cardiaco, la cardiologia italiana accelera sulle cure.

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