Non si placa lo scontro politico sulla gestione della sanità pugliese, trasformandosi in un duro confronto tra maggioranza e opposizione. A innescare la nuova polemica è il consigliere regionale Tommaso Gioia, esponente del gruppo Prossima, che replica alle recenti dichiarazioni del collega di minoranza Luigi Caroli, accusandolo di "confondere propaganda e realtà amministrativa".
"Prendo atto che il consigliere di minoranza Luigi Caroli, evidentemente in difficoltà di fronte ai dati e alla realtà dei fatti che ho esposto, abbia scelto la via della distrazione di massa. Quando mancano gli argomenti tecnici per ribattere a cifre e atti ufficiali, non resta che la polemica personale" dichiara Gioia.
Il consigliere di maggioranza apre con una precisazione politica: "Partiamo dalle basi: sono un consigliere del gruppo ‘Prossima’ di Decaro e non di ‘Per la Puglia’. Se il collega impiegasse lo stesso tempo che usa per scrivere comunicati piccati a studiare la composizione del Consiglio e i dossier sanitari, eviterebbe certe figuracce. Confondere i gruppi politici è un peccato veniale; confondere la propaganda con la gestione amministrativa, invece, danneggia i cittadini".
Secondo Gioia, la strategia polemica di Caroli servirebbe a eludere alcuni temi centrali per il territorio. Nel mirino finiscono tre questioni: la sospensione del punto nascita di Francavilla Fontana, il sottofinanziamento della sanità nazionale e le recenti dinamiche politiche di Ceglie Messapica.
"Noto con curiosità che Caroli abbia evitato accuratamente di rispondere ai punti centrali: il silenzio sulle ragioni tecniche della sospensione del punto nascita di Francavilla Fontana, dove la priorità resta la sicurezza di madri e bambini e non il facile consenso elettorale; il silenzio sul sottofinanziamento nazionale della sanità da parte del Governo Meloni, che costringe le Regioni, comprese quelle guidate dal centrodestra, a continui sacrifici per coprire costi e rinnovi contrattuali; e il silenzio sulla sua attività politica a Ceglie Messapica, dove è passato rapidamente da oppositore a sostenitore di Palmisano" afferma Gioia.
Il passaggio più duro riguarda però il profilo politico del consigliere di opposizione. Gioia parla di "un curriculum costellato di giravolte che i cittadini non dimenticano" ripercorrendo episodi politici dal 2010 a oggi.
"Sentir parlare Caroli di ‘coerenza’ e di ‘otto volanti’ è paradossale”, attacca Gioia. “Nel 2010 chiese di candidarsi nelle liste del PD, salvo poi presentarsi due giorni dopo come candidato sindaco con Forza Italia. Dai ribaltoni amministrativi contro Nicola Ciracì fino alle sfiducie del 2016 e del 2019, il suo percorso politico racconta altro".
Gioia cita poi alcune vicende amministrative nei comuni di San Pietro Vernotico, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, accusando Caroli di aver contribuito a divisioni interne al centrodestra.
"A San Pietro Vernotico la neo sindaca di centrosinistra lo ha ringraziato pubblicamente dal palco per aver favorito la sua vittoria, arrivata per appena 18 voti. A San Michele Salentino è riuscito nell’impresa di non presentare la lista di centrodestra. A San Vito dei Normanni ha spaccato la coalizione, portando sindaco e vicesindaco uscenti a candidarsi l’uno contro l’altro".
Nel finale, Gioia rivendica il proprio impegno amministrativo sul fronte sanitario, dall’analisi dei costi delle internalizzazioni fino al lavoro per attivare la partoanalgesia all’ospedale Ospedale Perrino.
"La mia storia è scritta nelle risposte che cerco di dare ogni giorno al territorio e ai cittadini, senza ricatti e senza chiedere nulla in cambio. Mentre noi lavoriamo sulla sanità pubblica, Caroli fa il tifo per l’Autonomia Differenziata, che rischia di dare il colpo di grazia al Sud".
Quindi la chiusura, con un’ultima stoccata politica: "Sono un consigliere regionale di maggioranza e non ho alcuna necessità di visibilità. Se ne faccia una ragione, se ci riesce".

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