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Vannacci al convegno Fsp: 'Per alcuni la democrazia vale a giorni alterni'


ANTONIO SPERANZA
- “La polemica strumentale sollevata a proposito del convegno organizzato da Fsp Torino con la partecipazione, fra gli altri, dell’Eurodeputato Roberto Vannacci dimostra che, purtroppo, per alcuni la democrazia in Italia funziona a giorni alterni”.

E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Fsp Polizia che aggiunge: “Dimostra la persistenza di quella ben nota doppia morale della sinistra che ancora e sempre si erge a censore stabilendo chi abbia diritto di esprimersi e chi no, per chi debbano valere le regole (nessuna peraltro è stata violata in questo caso) e per chi no. Inutile dire come tutto ciò sia dimostrato dai fatti dal momento che la maggioranza delle iniziative sindacali hanno sempre ospitato figure istituzionali che, di solito, sono anche espressione di una realtà politica. Eppure nessuno mai ha sollevato inutili questioni. La Silp-Cgil non è esclusa, ed ai suoi convegni sono comparsi esponenti politici, come all’ultimo del 10 giugno scorso in cui era ospite il capogruppo Pd Alfredo Bazoli e che è stato ospitato nel Salone del Servizio Tecnico Logistico della Polizia di Stato senza che l’Amministrazione accusasse alcuna crisi. Roberto Vannacci è un Europarlamentare ed è stato altre volte nostro ospite, come tanti esponenti di altri partiti. La ‘distratta’ Silp-Cgil di Torino non se ne è accorta, ma certamente si è accorta del grande consenso politico che Vannacci ha ottenuto di recente, annoverandolo fra i nemici a cui tappare la bocca. Noi, invece, abbiamo un unico obiettivo, favorire il confronto e occuparci delle tematiche che interessano ai poliziotti. Noi, semplicemente, non abbiamo paura di ascoltare e attendiamo di conoscere le idee altrui prima di ogni altra cosa. Siamo Servitori in divisa, fedeli soltanto alle Istituzioni della Repubblica e i primi garanti della libertà di tutti di esprimersi, nelle strade come ai convegni. Non permettiamo a nessuno di affibbiarci etichette politiche né di osare gettare ombre sulla nostra autonomia e libertà sindacale”.

Manifesta stupore per il caso scoppiato ieri anche il Presidente della Fsp, Antonio Scolletta: “Un'organizzazione sindacale di Polizia ha il diritto e il dovere di promuovere occasioni di confronto aperte, plurali e qualificate sui temi che riguardano la sicurezza dei cittadini e il lavoro quotidiano degli operatori. Invitare una personalità politica non significa condividerne ogni posizione, né trasformare un momento di approfondimento in una manifestazione di appartenenza. Le Forze di polizia e i loro sindacati devono essere fermamente sottratti a ogni tentativo di strumentalizzazione politica, così come a qualsiasi forma di ‘appropriazione indebita’ della loro storia, della loro identità e dei valori costituzionali ai quali fanno riferimento. La Costituzione appartiene a tutti e non può essere utilizzata come uno strumento per stabilire chi abbia diritto di parola e chi, invece, debba essere preventivamente escluso dal confronto pubblico. E’ precisamente nella capacità di ascoltare e confrontarsi anche con chi esprime idee lontane dalle proprie che si misura la solidità di una cultura democratica. Tra chi difende questo principio e chi pretende di decidere preventivamente quali opinioni possano trovare cittadinanza nel dibattito pubblico emerge, purtroppo, un divario culturale, morale e politico tanto evidente quanto preoccupante”.

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