ANTONIO SPERANZA - Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha affrontato il tema del rapporto tra militari e dibattito politico.
“La partecipazione dei militari alla politica è regolata in maniera molto chiara dalle Leggi”, ha affermato Masiello, ribadendo un principio centrale per le Forze Armate: la neutralità istituzionale.
Il generale ha ricordato che “l’Esercito non è un patrimonio di nessun partito politico, ma dell’Italia”. Una precisazione netta, accompagnata dal richiamo al giuramento prestato dai militari: “Noi giuriamo davanti alla bandiera italiana, sulla Costituzione. E firmiamo un patto con il Paese, che implica la neutralità”.
Parole che segnano una linea precisa rispetto a qualsiasi forma di coinvolgimento nella competizione partitica. Secondo Masiello, chi indossa l’uniforme deve essere consapevole del proprio ruolo e dei limiti imposti dallo status militare.
“Le deviazioni saranno sanzionate senza nessuna remora”
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha quindi richiamato tutti i componenti della Forza Armata al rispetto delle regole.
I militari, ha detto, “devono rimanere fuori dalla competizione politica” e devono ricordare che eventuali deviazioni da questi comportamenti “saranno sanzionate senza nessuna remora”.
Una posizione espressa senza ambiguità, che mira a tutelare l’immagine, la credibilità e la funzione costituzionale dell’Esercito. Per Masiello, la neutralità non è un elemento formale, ma una condizione essenziale del rapporto di fiducia tra Forze Armate e cittadini.
“Perché l’Esercito è un patrimonio di tutti gli italiani”, ha concluso il generale.

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