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Caso Tajani, polemiche sulla "donna ideale": le critiche della CPO di Oria e le difese del ministro


La Commissione per le Pari Opportunità (CPO) del comune di Oria ha espresso la propria ferma critica, attraverso un video diffuso ad hoc, riguardo alle dichiarazioni rilasciate dal vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. Durante un recente intervento pubblico, il politico aveva infatti paragonato la selezione di uno schieramento politico alla scelta di una "donna ideale", suggerendo di preferire una figura discreta e dall'abbigliamento più castigato (con la gonna lunga), ritenuta più seria, affidabile e capace di assicurare solidità al nucleo familiare, a discapito di una donna "affascinante" ma potenzialmente propensa all'infedeltà.

Nel filmato, che ironizza sul fatto che questo rappresenterebbe il consiglio che Tajani darebbe a un figlio, compaiono la presidente della CPO di Oria Silvia Conte, la docente e membro della Commissione Giorgia Martina e l'assistente sociale Barbara Musciagli. Le intervenute ribadiscono che la Commissione, così come molte altre realtà, la pensa in modo diametralmente opposto.

Non sono tuttavia mancate prese di posizione a difesa del ministro: secondo alcuni osservatori, le sue affermazioni sarebbero state inizialmente male interpretate e successivamente oggetto di strumentalizzazione. Lo stesso Tajani ha replicato alle critiche affermando che le sue parole sono state decontestualizzate e stralciate da un ragionamento più complesso, pur porgendo le proprie scuse a chiunque si sia sentito leso. Il ministro ha tenuto a precisare di non aver mai avuto l'intenzione, né in ambito pubblico né privato, di mancare di rispetto alle donne. Ha inoltre chiarito che le osservazioni, formulate in occasione dell'evento "Itaca" a Formello, non miravano a diffondere stereotipi umilianti. A riprova del suo concreto impegno a tutela della condizione femminile, Tajani ha ricordato la recente designazione di due donne al ruolo di ambasciatrici in Iran e Afghanistan, definendo tale mossa un segnale inequivocabile a sostegno dei diritti delle donne.



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