«La riapertura della chirurgia senologica all’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera è una notizia attesa e necessaria, ma che non ci soddisfa appieno. Dagli annunci agli atti. Tuttavia, davanti a certe ricostruzioni trionfalistiche, viene spontaneo rivolgere un invito semplice: per favore, un po’ più di umiltà».
Lo dichiara il consigliere regionale di centrosinistra e presidente della Seconda Commissione consiliare, Roberto Cifarelli, commentando l’approvazione dell’accordo tra il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata e l’Azienda sanitaria di Matera per l’istituzione dell’équipe chirurgica senologica integrata e “itinerante”.
«Se non fosse stato per le donne direttamente coinvolte, per le loro testimonianze e per il coraggio con cui hanno denunciato una situazione inaccettabile; se non fosse stato per le firme raccolte, per le riunioni, per le nostre prese di posizione e per la mobilitazione di associazioni, operatori sanitari, cittadini e forze politiche, probabilmente oggi, seppure in modo ridotto e diverso rispetto al passato, non ci sarebbe alcuna “fase operativa” da celebrare.
La verità è che la reazione della città è stata forte, severa e determinata. Ha costretto chi governa la sanità regionale a comprendere le ragioni di una richiesta giusta e a rivedere una scelta che aveva privato Matera di un servizio essenziale. Non si è trattato, quindi, di una generosa concessione calata dall’alto, ma del risultato di una battaglia civile che ha imposto una soluzione necessaria e di buon senso.
Fa certamente piacere apprendere che oggi si voglia “restituire alle pazienti materane la possibilità di operarsi nel proprio territorio”. Sarebbe però opportuno ricordare anche chi quella possibilità l’aveva tolta e chi ha dovuto alzare la voce affinché venisse ripristinata. La memoria istituzionale non può cominciare il giorno in cui si firma una delibera, cancellando tutto ciò che è accaduto prima.
Prendiamo atto dell’accordo tra Crob e Asm e vigileremo affinché alle dichiarazioni seguano rapidamente interventi, personale, organizzazione e tempi certi. Perché una delibera è importante, ma non opera le pazienti: servono un servizio realmente funzionante, una programmazione stabile e la piena valorizzazione delle professionalità presenti nell’ospedale di Matera.
Questa vicenda dovrebbe insegnare che ascoltare per tempo i territori evita errori, tensioni e inutili sofferenze. E dovrebbe suggerire a tutti, soprattutto a chi oggi rivendica il risultato, maggiore sobrietà. Il merito principale appartiene alle donne che non hanno accettato il silenzio e a una comunità che ha saputo reagire. A loro va rivolto il primo ringraziamento.
Il “Madonna delle Grazie” naviga ancora a vista e attende un vero piano di rilancio».

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