TORINO – Un esposto che solleva interrogativi sul funzionamento della giustizia minorile torinese e che punta l'attenzione sul ruolo delle consulenze tecniche d'ufficio nei procedimenti riguardanti i minori. È quello presentato dall'avvocato Francesco Miraglia, che ha chiesto al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, l'invio di ispettori ministeriali presso il Tribunale di Torino per verificare le circostanze denunciate.
Secondo quanto sostenuto dal legale nell'istanza depositata davanti al Tribunale, un provvedimento sarebbe stato adottato senza tenere conto di note difensive che, a suo dire, erano state regolarmente depositate nei termini previsti dalla legge attraverso il sistema telematico. L'avvocato afferma di aver successivamente presentato un'istanza di revoca corredata dalla documentazione informatica attestante il deposito, senza che vi fosse, secondo la sua ricostruzione, una verifica o un riscontro da parte dell'ufficio giudiziario.
Un altro punto centrale della vicenda riguarda la consulenza tecnica d'ufficio (CTU), che la difesa ritiene non sufficientemente indipendente. Nell'istanza vengono infatti evidenziati presunti rapporti professionali tra la consulente nominata dal Tribunale e la consulente tecnica di parte del resistente, circostanza che, secondo Miraglia, renderebbe necessario un approfondimento per garantire la piena imparzialità dell'accertamento tecnico.
«Se quanto denunciato dovesse trovare conferma – dichiara l'avvocato Miraglia – non ci troveremmo davanti a una semplice irregolarità processuale, ma alla possibile punta dell'iceberg di un sistema che merita di essere verificato fino in fondo». Il legale precisa che le sue osservazioni riguardano esclusivamente il Tribunale di Torino e che proprio per questo ritiene opportuni accertamenti istituzionali.
Secondo Miraglia, nei procedimenti di famiglia la consulenza tecnica finisce spesso per orientare in maniera determinante le decisioni del giudice, tanto da rappresentare, di fatto, l'elemento decisivo dell'intero procedimento. Per questo motivo, sostiene, l'indipendenza del consulente dovrebbe essere garantita in modo assoluto.
L'avvocato richiama inoltre l'attenzione sul sistema di nomina dei consulenti tecnici, osservando come nel Tribunale di Torino vengano frequentemente incaricati gli stessi professionisti appartenenti all'Ordine degli Psicologi. Pur precisando che tale circostanza non costituisce di per sé un'irregolarità, Miraglia ritiene indispensabile che ogni eventuale dubbio sulla loro imparzialità venga verificato con il massimo rigore.
Tra le questioni evidenziate figura anche una segnalazione disciplinare che, secondo il legale, risulterebbe ancora pendente da oltre quattro anni presso l'Ordine degli Psicologi. A suo avviso, tempi così lunghi rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nell'efficacia dei controlli, soprattutto in procedimenti che riguardano il futuro di bambini e famiglie.
Con l'istanza presentata al Tribunale, la difesa chiede la revoca dell'ordinanza impugnata, il riesame della consulenza tecnica, il deposito delle registrazioni integrali dei colloqui peritali e la rimessione del procedimento a un diverso magistrato, ritenendo compromesse le condizioni di imparzialità del giudizio.
Infine, l'avvocato Miraglia rivolge un appello al Ministro della Giustizia affinché disponga l'invio degli ispettori ministeriali per verificare se le criticità denunciate rappresentino un caso isolato oppure evidenzino problematiche più ampie. «Non chiedo condanne preventive né processi mediatici – afferma – ma accertamenti. Se tutto risulterà regolare, sarà interesse di tutti che venga confermato. Se invece dovessero emergere anomalie, sarà dovere dello Stato intervenire».
Al momento, le circostanze esposte nell'istanza rappresentano le posizioni della difesa e saranno oggetto delle eventuali valutazioni e verifiche da parte delle autorità competenti.

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