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Aerospazio, Magnaghi investe 70 milioni: Brindisi al centro della nuova sfida hi-tech del Mezzogiorno


Il nuovo piano industriale di Magnaghi Aeronautica punta su tecnologia, ricerca, formazione e quantum computing. Coinvolto anche lo stabilimento Salver di Brindisi: nasce un progetto destinato a rafforzare il collegamento tra i poli aerospaziali di Puglia e Campania.

BRINDISI - Brindisi guarda al futuro dell’aerospazio con una nuova prospettiva industriale fatta di innovazione, ricerca, digitalizzazione e tecnologie avanzate. Al centro della strategia c’è il gruppo Magnaghi Aeronautica, storica realtà specializzata nella progettazione, produzione e manutenzione di sistemi completi di atterraggio per il settore aeronautico, che ha annunciato un investimento complessivo di 70 milioni di euro nell’arco di 36 mesi.

Il piano industriale, rilanciato da Il Sole 24 Ore, rappresenta una delle operazioni più interessanti per il comparto aerospaziale del Mezzogiorno e coinvolge direttamente anche Brindisi, attraverso lo stabilimento Salver, società appartenente al gruppo Magnaghi.

Magnaghi punta a raddoppiare il fatturato entro il 2030

Il progetto, denominato Tasca – Tecnologie avanzate per superfici di controllo aeronautiche, nasce con l'obiettivo di accompagnare Magnaghi verso una nuova fase di sviluppo tecnologico e industriale.
L'azienda, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di circa 250 milioni di euro, punta infatti a raddoppiare il proprio giro d'affari entro il 2030. Il programma prevede investimenti in nuove tecnologie, ricerca e sviluppo, formazione e potenziamento delle competenze.
La crescita potrebbe tradursi anche in nuova occupazione, con la previsione di 40-60 nuove assunzioni. Il progetto dovrebbe essere sostenuto attraverso un contratto di sviluppo con Invitalia, strumento destinato a favorire investimenti strategici e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Brindisi protagonista con il polo Salver

La parte più significativa per il territorio riguarda proprio il coinvolgimento dello stabilimento Salver di Brindisi.
La struttura pugliese viene inserita all'interno di una strategia che non guarda soltanto alla produzione tradizionale, ma punta sempre più sulla digitalizzazione e sulle tecnologie di frontiera.
Tra Napoli e Brindisi dovrebbe infatti svilupparsi un centro di competenza dedicato al quantum computing, una delle tecnologie considerate maggiormente strategiche per l'evoluzione dell'industria del futuro.
Il progetto dovrebbe essere realizzato in collaborazione con IonQ Italia, società collegata al gruppo statunitense IonQ, quotato alla Borsa di New York. L'obiettivo è applicare il calcolo quantistico a processi complessi legati allo sviluppo dei componenti aerospaziali, utilizzandolo per accelerare test, simulazioni e prove di certificazione.
Una prospettiva che potrebbe trasformare Brindisi in uno dei punti di riferimento del nuovo ecosistema tecnologico dell'aerospazio meridionale.

Quantum computing e aerospazio: la sfida del futuro

Il quantum computing rappresenta una delle frontiere più avanzate dell'innovazione tecnologica. Applicato al settore aerospaziale, può offrire nuove possibilità nell'elaborazione di grandi quantità di dati e nella simulazione di processi estremamente complessi.
Per il territorio brindisino, l'elemento di maggiore interesse è quindi la possibilità di passare da una logica prevalentemente produttiva a un modello nel quale industria, ricerca, formazione e innovazione lavorano insieme.
È una trasformazione particolarmente importante per un territorio che dispone già di competenze e imprese legate al comparto aeronautico e che da anni cerca di consolidare una vera filiera dell'aerospazio e dell'alta tecnologia.

Campania e Puglia verso una piattaforma aerospaziale comune

Il progetto Magnaghi si inserisce inoltre in una prospettiva più ampia: quella di rafforzare la collaborazione tra Campania e Puglia, due dei territori più importanti per l'aerospazio italiano.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, gli assessori allo Sviluppo economico della Campania, Fulvio Bonavitacola, e della Puglia, Eugenio Di Sciascio, hanno avviato un confronto sull'ipotesi di rafforzare l'integrazione tra i due sistemi industriali.
L'obiettivo è costruire una piattaforma meridionale capace di presentarsi in maniera più forte e coordinata sui mercati nazionali e internazionali, aumentando la capacità di attrarre investimenti, risorse europee e nuovi progetti di ricerca.
Una strategia che potrebbe consentire ai due territori di intercettare maggiormente strumenti come i fondi Fesr e il programma Step, dedicato alle tecnologie strategiche e alle capacità industriali europee.

Una rete di imprese specializzate

La partita non riguarda soltanto i grandi gruppi industriali. Attorno ai principali stabilimenti aerospaziali del Mezzogiorno opera infatti una rete composta da centinaia di piccole e medie imprese altamente specializzate.
Un sistema integrato tra Puglia e Campania potrebbe quindi produrre effetti importanti anche sull'indotto, favorendo nuove opportunità per aziende, professionisti, tecnici e lavoratori altamente qualificati.
Per Brindisi, la presenza di Salver all'interno del piano Magnaghi rappresenta in questo senso un elemento strategico. L'investimento potrebbe contribuire a rafforzare le competenze locali e ad aumentare il peso del territorio nelle future catene di valore dell'industria aerospaziale.

Brindisi guarda alla nuova industria del futuro

Il dato più importante è dunque la direzione intrapresa: 70 milioni di euro di investimenti, ricerca, nuove tecnologie, formazione e quantum computing.
Per Brindisi non si tratta soltanto di una nuova opportunità industriale, ma della possibilità di inserirsi in una trasformazione più ampia del sistema produttivo meridionale.
Il futuro dell'aerospazio potrebbe infatti passare sempre più dalla capacità di mettere insieme produzione e innovazione, università e imprese, grandi gruppi e PMI, competenze tradizionali e tecnologie emergenti.
In questo scenario, il polo Salver può diventare un tassello importante di una nuova geografia industriale del Mezzogiorno. Una geografia nella quale Brindisi, la Puglia e la Campania potrebbero giocare una partita comune per trasformare l'aerospazio in uno dei motori dell'innovazione e della crescita del Sud.

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