ANTONIO SPERANZA - Sono oltre 100mila le firme raccolte in Puglia, insieme alle delibere già approvate dalla Regione Puglia e da 80 Comuni, per chiedere all’Europa più trasparenza in etichetta e una revisione del codice doganale. A livello nazionale, Coldiretti ha consegnato 1 milione di firme e 2034 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni al Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, per ottenere l’obbligo dell’origine in etichetta sui prodotti alimentari e superare le attuali distorsioni del codice doganale, che oggi permettono di "italianizzare" prodotti stranieri dopo l’ultima trasformazione.
All’incontro di Roma, a Palazzo Rospigliosi, hanno partecipato i vertici di Coldiretti insieme a esperti del mondo scientifico ed economico, per rilanciare una battaglia che parte dai territori – come la Puglia – e arriva fino a Bruxelles. "La Puglia ha risposto in maniera straordinaria, con oltre 100mila firme e il sostegno concreto delle istituzioni locali alla richiesta corale di modifica del codice doganale. È un segnale chiaro: cittadini e agricoltori vogliono sapere cosa portano in tavola e chiedono regole più giuste per difendere il vero Made in Italy" sottolinea Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia "Serve un cambio di passo immediato in Europa, sia sul fronte della trasparenza che su quello della sicurezza alimentare. Non possiamo permettere che prodotti ottenuti con standard più bassi entrino nel mercato e finiscano sulle tavole dei consumatori senza adeguate informazioni" aggiunge Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
La mobilitazione è il risultato di mesi di iniziative in tutta Italia e in Puglia, con oltre centomila agricoltori coinvolti e una grande protesta al Brennero contro le importazioni ingannevoli di prodotti destinati a diventare falsi Made in Italy. Ma non è solo una questione economica, perché sul tavolo c’è anche la sicurezza alimentare, con la crisi internazionale e l’aumento dei costi di produzione che stanno mettendo in difficoltà le aziende agricole, favorendo la diffusione di alimenti ultra-processati.
Coldiretti ha lanciato un appello all’Europa per intervenire con urgenza contro i cosiddetti "cibi spazzatura", sempre più diffusi soprattutto tra i giovani. Secondo studi recenti, bevande energetiche, snack industriali e prodotti ultra-formulati possono avere effetti negativi sulla salute, contribuendo a obesità, disturbi metabolici e altre patologie.
Infine, viene chiesta anche una revisione dei limiti sui residui chimici negli alimenti importati, come nel caso del glifosato, per garantire standard di sicurezza più elevati e tutelare i consumatori – conclude Coldiretti Puglia – e proprio dalla Puglia arriva un segnale forte, perché trasparenza, salute e difesa del vero Made in Italy non sono più rinviabili.

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