DANIELE MARTINI - Comunicare nel Sud oggi significa confrontarsi con sfide complesse, ma anche con grandi opportunità. Tra trasformazione digitale, cambiamento dei media e nuove abitudini del pubblico, il ruolo dell’informazione locale sta evolvendo rapidamente.
Per capire meglio questo scenario, abbiamo intervistato Vito Ferri, direttore del Giornale di Puglia, per approfondire il presente e il futuro della comunicazione nel territorio.
D. Direttore Ferri, partiamo da una domanda semplice: com’è cambiata la comunicazione nel Sud negli ultimi anni?
R. Negli ultimi anni il cambiamento è stato radicale. Siamo passati da una comunicazione principalmente locale e tradizionale a un sistema molto più aperto e digitale. Oggi anche una piccola realtà può raggiungere un pubblico ampio, ma questo richiede competenze nuove. Non basta più raccontare una notizia: bisogna saperla comunicare nel modo giusto.
D. Qual è oggi il ruolo di un giornale locale?
R. Il giornale locale resta fondamentale, ma deve evolversi. Non è più solo un mezzo di informazione. Deve diventare: punto di riferimento, spazio di confronto e voce del territorio. E soprattutto deve saper integrare carta, digitale e social.
D. Quali sono gli errori più comuni che vede nelle aziende o nella comunicazione locale?
R. Il primo errore è la mancanza di strategia. Molti comunicano senza un obiettivo preciso. Altri si limitano a pubblicare contenuti promozionali, senza creare valore.
Poi c’è un altro problema: si sottovaluta il potere dello storytelling. Le aziende hanno storie incredibili, ma non le raccontano.
D. Quanto conta oggi la comunicazione digitale per le realtà del Sud?
R. Conta tantissimo. È centrale. Il digitale offre al Sud un’occasione unica: superare i limiti geografici. Un’azienda locale può farsi conoscere a livello nazionale, se comunica bene.
Ma serve consapevolezza. Il digitale non è solo uno strumento, è un linguaggio.
D. Secondo lei, il Sud è indietro o sta recuperando?
R. Io credo che il Sud stia recuperando, e anche velocemente. C’è più attenzione alla comunicazione, più apertura verso il digitale e più professionalità.
Il problema non è il talento, che non manca. È la capacità di fare sistema.
D. Che consiglio darebbe a un’azienda locale che vuole migliorare la propria comunicazione?
R. Direi tre cose: avere una strategia chiara, essere autentici ed investire nella comunicazione, non improvvisarla. E aggiungo una quarta: raccontarsi. Perché le persone scelgono chi conoscono, non solo ciò che vedono.
D. E ai giovani che vogliono lavorare nella comunicazione?
R. Di studiare, ma anche di sperimentare. La comunicazione si impara facendo. Bisogna essere curiosi, aggiornarsi continuamente e non avere paura di mettersi in gioco. Il digitale offre tante opportunità, ma richiede impegno.
D. Come vede il futuro della comunicazione nel Sud?
R. Lo vedo positivo. Ci sono tutte le condizioni per crescere: talento, creatività e identità forte. Se riusciremo a valorizzarle attraverso una comunicazione efficace, il Sud potrà diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale.
D. Ultima domanda: cosa ne pensa del progetto SudConnesso?
R. Il progetto SudConnesso, creato dal giornalista e mio caro amico Daniele Martini, è davvero una bellissima realtà. Infatti l'ho supportata parecchio, inserendola nel gruppo del Giornale di Puglia. Faccio ancora i miei complimenti a Daniele per aver creato questo progetto che, di sicuro, sarà seguitissimo.
L’intervista a Vito Ferri ci restituisce un’immagine chiara: il Sud non è fermo, ma in trasformazione. La comunicazione è oggi una leva fondamentale per raccontare il territorio, valorizzare le imprese e creare connessioni. E il futuro, come sottolinea il direttore, dipenderà dalla capacità di unire competenze, visione e identità.

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