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Cav. Dott. Antonio Cirillo: 'Nessy Guerra e sua figlia devono tornare in Italia immediatamente'


L'Ambasciatore per la Cultura e la Pace Universale, Cav. Dott. Antonio Cirillo, rompe il silenzio: "Nessy Guerra e sua figlia devono tornare in Italia immediatamente".

​Ultimatum morale per il salvataggio di due cittadine italiane prigioniere in Egitto. Non c’è più spazio per i protocolli lenti, per le note diplomatiche di rito o per l'attesa burocratica. Mentre gli uffici discutono, una giovane donna italiana e la sua bambina di due anni vivono nel terrore, segregate in un bunker, alla mercé di un uomo fuori controllo che minaccia lo Stato Italiano e calpesta ogni diritto umano.

​"È una vergogna inaccettabile!" tuona il Cav. Dott. Antonio Cirillo "Stiamo assistendo a un sequestro di persona sotto gli occhi del mondo. Nessy Guerra è vittima di un manipolatore che usa la religione e la droga come scuse per una violenza barbara. Lo Stato Italiano dove si trova? Dove sono i voli di Stato per chi è in pericolo di vita?".

​I punti di una rabbia necessaria

Ostaggi di un folle: Non possiamo permettere che un individuo che chiede riscatti milionari e lancia maledizioni sui social tenga in scacco l’onore e la sicurezza dell’Italia.
Bambini violati: C’è una bambina di due anni che respira paura invece che aria di libertà. Ogni minuto passato in quel "bunker" è una cicatrice indelebile sulla coscienza di chi ha il potere di intervenire e non lo fa.
Basta farneticazioni: Nessun sistema giuridico può dare ascolto a chi si dichiara "al di sopra delle creature". La giustizia italiana deve pretendere il rispetto per i propri cittadini, senza se e senza ma.

L'Appello si trasforma in Pretesa

L’Ambasciatore Cirillo non chiede più, ma pretende che il Ministero degli Esteri e il Governo agiscano con la forza di una nazione sovrana.
"Non aspetteremo la tragedia per piangere lacrime di coccodrillo. Vogliamo fatti. Vogliamo Nessy e la sua piccola sul suolo italiano ora. La diplomazia del silenzio è finita, inizia quella della determinazione"
Invitiamo la stampa, le associazioni e ogni singolo cittadino a far sentire la propria voce. Il silenzio è complicità. La lentezza è una condanna.

NO ALLA VIOLENZA - SÌ ALLA VITA

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