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1947-1956: Quando si corse il Gran Premio di Bari


NICOLA ZUCCARO
- Bari, domenica 13 luglio 1947. Alle ore 10, con la bandiera a scacchi mossa dal Sindaco di Bari Vitantonio Di Cagno e da Donna Maria Chieco Bianchi (moglie di Francesco Chieco, Presidente del Club dell'Automobile di Bari e poi divenuto primo cittadino barese), si realizzò il sogno di un gruppo di appassionati che si impegnò per portare un Gran Premio automobilistico nel capoluogo pugliese. 

Un anno prima, nel gennaio 1946 (80 anni fa), questo progetto cominciò a prendere forma nel corso di un incontro a Bari con l'Ingegner Canestrini, il Comm. Castagneto e con il Dr. Leo Del Rosso al quale seguirono vari sopralluoghi al termine dei quali fu definito il percorso, individuato nell'anello stradale circostante la Fiera del Levante e lungo 5.540 Km. Su questo circuito, a vincere la prima edizione, corsa il 13 luglio 1947, fu Achille Varzi su Alfa Romeo 158 alla media di 105 Km/h, dinanzi a 20.000 spettatori che con il loro entusiasmo, testimoniarono la bontà e la validità di questa manifestazione sportiva che segnò la rinascita post-bellica per la città e la sua voglia di ripartire dopo gli anni difficili causati dallo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale. 

Alla luce del successo di pubblico registrato nel 1947, la macchina organizzativa facente capo all'Automobil Club Bari, la macchina organizzativa si mise subito al lavoro per organizzare al meglio la kermesse del 1948. Assente l'Alfa Romeo e tutte le altre vetture competitive di Formula 1, gli organizzatori decisero di ripiegare sulla Formula 2 nella quale gareggiavano vetture senza compressore e fino a 2.000 di cilindrata. In questa categoria dominava la Ferrari con le sue vetture a 12 cilindri, ma la casa modenese non intendeva partecipare con una scuderia ufficiale. Erano però presenti le maggiori scuderie e così vennero ingaggiate per consentire la partecipazione di Chico Landi e di Tazio Nuvolari. 

Al pilota mantovano, fu riservata una festosa accoglienza con un corteo di vetture condotte dai piloti della Scuderia JAPIGIA che, dopo l'accoglienza a Trani, accompagnò l'asse italiano del volante degli Anni '30 presso un albergo ubicato sul lungomare barese. Quanto alla gara, essa fu avvincente ma segnata da colpi scena, fra i quali, il drammatico ritiro dello stesso Nuvolari per malore. Dopo il dominio iniziale della Ferrari di Landi, vi fu l'inseguimento e la rimonta dell'irruente Bonetto che, nel finale serrato, fu nuovamente superato da Landi che vinse alla media di quasi 109 Km/h. Con questa vittoria, il pilota brasiliano diventò l'idolo del pubblico barese. 

Non meno entusiasmante fu il terzo Gran Premio, corso il 12 giugno 1949 che fu nuovamente riservata alla Formula 2 con le monoposto ufficiali della Ferrari schierate nella griglia di partenza. Fu un'edizione segnata dal ricambio generazionale, con un giovane Alberto Ascari che sfidò la vecchia guardia rappresentata da Bonetto, Taruffi e Villoresi. Quest'ultimo, all'uscita della curva che immetteva sul rettilineo del traguardo, investì mortalmente un cane che sbucò dalle retrovie delle tribune e fu costretto a rientrare anticipatamente ai box, spianando la strada ad Ascari che vinse su Ferrari alla media di 119 Km/h. 

Archiviata la terza edizione, già si pensò già a quella del 1950, che coincise con la prima edizione del Mondiale di Formula 1. Per il quarto Gran Premio, l'organizzazione passò subito alle trattative per portare i migliori piloti del momento a Bari. Fra questi l'italiano Giuseppe (Nino) Farina, per la cui partecipazione furono avviate trattative abbastanza serrate con l'Alfa Romeo. Partecipò anche la Ferrari con la sua squadra ufficiale: ma in gara, il Cavallino rampante fu però surclassato dalla superiorità delle Alfa 159, con Farina che salendo sul gradino più alto del podio, precedette il compagno di scuderia Manuel Fangio e un giovanissimo Stirling Moss su H.W.M. 

Anche la quinta edizione, fu un successo: disputata il 2 settembre 1951 e riservata sempre alle monoposto di F1 ed inserita nel calendario degli eventi collaterali della Campionaria del Levante per la sua vicinanza al Quartiere Fieristico, fu vinta da Fangio che, con Alfa 1500, precedette il connazionale argentino Froilan Gonzales su Ferrari 4500. 

Di tono minore fu il sesto Gran Premio. Coinciso con l'anno della crisi per la Formula 1, nel corso del quale, appartatesi l'Alfa Romeo e la Maserati, restò solo la Ferrari e, quindi, l'organizzazione optò per un Gran Criterium riservato alle Vetture Sport. La Ferrari, che prevaleva anche in questa specialità, schierò la 2340 per "privati", condotta vittoriosamente al traguardo da Chico Landi; il pilota brasiliano nella competizione corsa il 28 settembre 1952, bissò il successo ottenuto nel 1948 e diventò l'idolo del pubblico barese. 

Dopo la sosta del 1953, causata da sopraggiunte difficoltà tecnico-sportive dell'ultim'ora, il Gran Premio di Bari tornò nel 1954 con la Formula Uno. Nella corsa disputata il 23 maggio, vi fu l'affermazione di José Froilan Gonzales, detto "Cabezon", per il suo voluminoso capo. Il corridore argentino su Ferrari 2500 e alla media di Km/h 141,300, precedette i francesi Trintignant (anch'egli al volante della Rossa di Maranello) e Behrà su Gordini. Questa gara fu preceduta la sera del 21 maggio dalla "6 ore Notturna" che fu vinta, sotto una pioggia battente e al cospetto di un lungomare illuminato dalla luce artificiale, da Clemente Biondetti su Ferrari. 

Nel 1955, per la sua ottava edizione, nel Gran Premio di Bari tornò la Formula Sport a causa del ritiro dell'Alfa Romeo dalle corse e con le Ferrari poco competitive in Formula 1. Vi fu la netta affermazione della Maserati che schierò la sua scuderia ufficiale con Jean Behrà: il pilota transalpino su prototipo 3000, nella gara corsa il 15 maggio, precedette il compagno di squadra Luigi Musso. La vigilia dell'ottavo Gran Premio, oltre a registrare il bis delle Maserati, venne funestata dall'investimento del poliziotto Francesco De Francisci, avvenuto all'altezza della Curva 5 in prossimità del Lido San Francesco. L'agente di Pubblica Sicurezza (attuale Polizia di Stato), morirà in ospedale pochi giorni dopo per le gravi ferite riportate. Questo lutto condizionò l'organizzazione della Nona Edizione, che si rivelò piuttosto travagliata anche per le difficoltà di natura burocratica. Il circuito era ormai ubicato in piena zona abitata e trafficata. Per raggirare questi ostacoli, gli organizzatori decisero di invertire il senso di marcia con le tribune e i box collocate presso il Piazzale Antistante l'Ingresso Orientale della Fiera del Levante. Malgrado questi cambiamenti forzati, non mancò il successo di pubblico e sportivo. Quest'ultimo fu segnato dal trionfo della Maserati 3000 condotta da Stirling Moss che precedette nell'ordine il francese Behrà e l'italiano Perdisa, anch'essi alla guida dello stesso prototipo. La tripletta realizzata dalla casa costruttrice modenese, segnò la fine di un'era che aveva portato Bari nel panorama dell'automobilistico mondiale per la partecipazione dei migliori piloti dell'epoca nelle nove edizioni corse dal 1947 e al 1956.

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