Hot Posts

6/recent/ticker-posts

Ad Code

Responsive Advertisement

Carceri, SAPPE: 'A Potenza clima esplosivo. Aggressioni, minacce e organici insufficienti: servono interventi immediati'


ANTONIO SPERANZA
- "La situazione della Casa circondariale di Potenza è ormai estremamente critica. Aggressioni, continue intimidazioni al personale e un numero sempre crescente di detenuti ad alta problematicità stanno mettendo a dura prova la sicurezza dell'istituto e l'incolumità degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria". A denunciarlo è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), per voce del segretario nazionale per la Basilicata, Saverio Brienza.

Il sindacato evidenzia come il grave sovraffollamento, unito alla presenza di circa cento detenuti con elevata propensione alla violenza, stia rendendo sempre più difficile la gestione dell'istituto. A ciò si aggiungono le croniche carenze di organico che, nel periodo estivo, risultano ulteriormente aggravate dalla fruizione delle ferie, costringendo il personale a turni che superano frequentemente le dodici ore.

"Ogni giorno - denuncia Brienza - gli agenti sono costretti a fronteggiare insulti, minacce e continui tentativi di intimidazione che, in più occasioni, hanno rischiato di trasformarsi in vere e proprie aggressioni fisiche. È inaccettabile che chi rappresenta lo Stato debba operare in condizioni tanto difficili senza adeguate risposte da parte dell'Amministrazione".

Il SAPPE richiama gli ultimi episodi verificatisi all'interno dell'istituto, culminati con il tentativo di aggressione nei confronti del comandante del Reparto da parte di alcuni detenuti. Solo il tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze più gravi.

Per questo il sindacato rende noto di aver trasmesso al Provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per Puglia e Basilicata, Pierpaolo D'Andria, una dettagliata relazione sulle criticità del carcere di Potenza, chiedendo interventi immediati per ristabilire condizioni di sicurezza adeguate.

Tra le richieste avanzate figurano il potenziamento dell'organico della Polizia Penitenziaria, l'attivazione del Gruppo di Intervento Operativo (GIO) nei casi di maggiore criticità e il trasferimento fuori regione dei detenuti protagonisti delle più gravi condotte violente, interrompendo ogni collegamento con il contesto criminale di provenienza.

"Non è più tempo di rinvii – prosegue il sindacalista -. Occorrono provvedimenti concreti e immediati per riportare legalità e sicurezza all'interno dell'istituto. La Polizia Penitenziaria continua a operare con straordinario senso del dovere e professionalità, ma non può essere lasciata sola. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, l'Amministrazione deve assumere decisioni tempestive per tutelare il personale e garantire l'ordine all'interno del carcere".

Per il Segretario generale del SAPPE Donato Capece, "è intollerabile che, mentre chi lavora nelle sezioni detentive rischia quotidianamente la propria incolumità, una parte dell'Amministrazione continui a rifugiarsi nella burocrazia, rinviando decisioni non più procrastinabili. Le richieste di ristrutturare padiglioni e sezioni ormai fatiscenti, di rafforzare gli organici e di garantire condizioni di lavoro dignitose vengono sistematicamente ignorate. Questa inerzia ha conseguenze precise e ricade interamente sulla pelle dei Baschi Azzurri".

Capece e Brienza parlano di "una situazione ormai fuori controllo".

"Non si può continuare a chiedere sacrifici a donne e uomini che operano ogni giorno in condizioni proibitive, senza strumenti adeguati, senza tutele sufficienti e con il costante timore che, oltre all'aggressione fisica, debbano subire anche conseguenze giudiziarie per aver semplicemente svolto il proprio dovere. Lo Stato pretende sicurezza, ma continua a negare sicurezza a chi la garantisce".

Il SAPPE denuncia che "da troppo tempo le carceri sono lasciate nell'indifferenza generale. Tutti si ricordano dell'articolo 27 della Costituzione quando si parla dei diritti dei detenuti; troppo spesso, invece, si dimentica che esistono anche i diritti, la dignità e la sicurezza delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, che quello stesso articolo sono chiamati ad attuarlo ogni giorno, tra mille difficoltà."

Il Sindacato chiede al Ministro della Giustizia e al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità istituzionali, aprendo immediatamente un confronto con il SAPPE e disponendo un intervento straordinario sulla Casa circondariale di Potenza: verifica urgente delle criticità organizzative, ristrutturazione dei reparti degradati, incremento degli organici e individuazione di strutture adeguate per la gestione dei detenuti con gravi patologie psichiatriche.

"Non servono più visite di circostanza, dichiarazioni di solidarietà o promesse destinate a restare sulla carta", concludono Capece e Brienza. "Servono decisioni immediate. Ogni aggressione annunciata e poi puntualmente verificatasi rappresenta il fallimento dell'Amministrazione penitenziaria e della politica. Se si continuerà a ignorare il grido d'allarme della Polizia Penitenziaria, la responsabilità di quanto accadrà ricadrà su chi, pur avendo il dovere di intervenire, ha scelto di restare immobile. Il SAPPE non farà un solo passo indietro: continuerà a denunciare senza sconti ogni inerzia e ogni responsabilità, fino a quando la sicurezza dei poliziotti penitenziari tornerà a essere una priorità dello Stato".

Posta un commento

0 Commenti

Ad Code

Responsive Advertisement